“Caccia alle streghe contro la scienza” di Pierluigi Battista dal Corriere della Sera del 29 ottobre 2012

Davvero non si comprende la preconcetta ostinazione con cui in molti commenti si nega che nella sentenza di condanna dell’Aquila ai sei scienziati non circoli un venefico sentimento antiscientifico, una voglia di caccia alle streghe realizzata non con i roghi ma con più sottili strumenti giuridici. È vero che solo in Italia può accadere che un sismologo sia accusato di «omicidio colposo», cioè di aver provocato la morte di un certo numero di persone. Ma è certo che nessun magistrato potrà scrivere esplicitamente che uno scienziato viene condannato per non aver previsto un terremoto. Non ce n’è bisogno: basta dire che un certo numero di persone sono morte perché un gruppo di scienziati si è reso responsabile di non aver dato un allarme preciso e circostanziato. Ma un allarme preciso e circostanziato è, per l’appunto, una previsione. Se vieni condannato perché non hai dato l’allarme vuol dire che non hai previsto. Dunque, vieni condannato per non aver previsto. È la logica, non c’è bisogno di aspettare le salvifiche «motivazioni».
Poi esiste la legittima antipatia per Bertolaso. Ma la legittima antipatia per Bertolaso non può far condannare sei scienziati perché, non avendo dato l’allarme sul terremoto in arrivo, avrebbero, come si legge nel capo d’imputazione considerato fondato dal giudice, «cagionato» la morte di un certo numero di cittadini abruzzesi. Si possono trovare sgradevoli le conversazioni telefoniche in cui la Protezione civile emerge come un luogo molto cinico e disinvolto, ma si dovrebbe onestamente dire che l’unica condotta che avrebbe potuto evitare questa condanna letta con preoccupazione in tutti gli ambienti scientifici del mondo, sarebbe stata la richiesta di un’evacuazione di tutta la popolazione abruzzese per un tempo indeterminato. Per un tempo indeterminato e forse infinito: perché, se la grande scossa non fosse arrivata, nulla avrebbe potuto escludere che sarebbe arrivata dopo un mese, un anno, dieci anni, chissà. Perché, giova ripeterlo, i terremoti non sono prevedibili.
La condanna dell’Aquila è figlia di un bisogno incontenibile di colpevoli «umani» linciati come responsabili di una catastrofe naturale incontrollabile. Ma nella ricerca del diavolo, si trascura ogni responsabilità vera sui nuovi edifici costruiti in violazione delle norme antisismiche, per esempio. In Giappone i terremoti non si prevedono, ma a Tokio, durante l’ultimo, devastante sisma, è morta solo una persona. Anzi due. Una per infarto. Non perché sia stato previsto l’imprevedibile, ma perché in una zona vulnerabile ai terremoti si costruiscono grattacieli che resistono ai terremoti, come a Los Angeles. In Italia no, la mappa delle zone sismiche è ignorata, inesistenti o sciatti i controlli per verificare che una Casa dello studente, come quella poi distrutta all’Aquila, non sia stata costruita con la sabbia. Si processano i ricercatori. Che ora, giustamente, rifiutano ogni impegno istituzionale. Questo sì, un atteggiamento molto prudente.

“Caccia alle streghe contro la scienza” di Pierluigi Battista dal Corriere della Sera del 29 ottobre 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “Caccia alle streghe contro la scienza” di Pierluigi Battista dal Corriere della Sera del 29 ottobre 2012

  1. fausto ha detto:

    Se solo avessero evitato di predire che a breve non ci sarebbero stati sismi rilevanti…..

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