ADESSO, vorrei DARE UN SENSO A QUESTA STORIA: lettera aperta al segretario

Caro segretario Pier Luigi Bersani,
devo darti un profondo dispiacere, perché dopo attenta e ponderata valutazione e in base agli interventi che ho ascoltato nelle diverse occasioni e quelli che ho seguito, ascoltando i lavori dell’Assemblea nazionale del PD, ho deciso chi votare alle Primarie.
Per Renzi provo stima e grande simpatia, è un guascone, è uno della mia generazione, e parla alla mia generazione; con lui ho molte cose in comune e interpreta la necessità di rinnovamento del partito. Ma per te, caro segretario, provo, da militante, sincero affetto, e dunque mi rammarica darti questo dolore.
Però anche tu devi capire, non posso decidere per ragioni sentimentali, si tratta di scegliere il candidato premier, mica stiamo qui a pettinar le bambole (per dirla in bersanese). Per questa ragione ho deciso che alle Primarie voterò proprio per te. Lo so che questo ti turberà molto, perché da quando sono iscritto ad un partito (ormai vent’anni) non ho praticamente mai vinto un congresso (e queste primarie ci stanno assomigliando molto). E confesso che in minoranza in fondo mi sono sempre trovato bene. C’è più intimità, meno confusione, maggiore libertà. Ci si conosce tutti. Invece in maggioranza è sempre difficile la convivenza. Troppo confusione. A me viene l’agorafobia. Nel 2009 ho vissuto anche con sollievo la tua affermazione su Franceschini, il candidato che sostenevo convintamene alle primarie (già mi veniva l’ansia a pensarmi in maggioranza).
Immagino perciò quali gesti apotropaici e riti scaramantici tu possa praticare in seguito a questo mio coming-out, ma ormai ho deciso. C’è da cambiare il Paese, ma ti assicuro che è una bazzecola in confronto alla sfida che hai di fronte: farmi vincere per la prima volta le Primarie!
Ciò che mi ha convinto definitivamente è stata l’assenza di Matteo Renzi oggi all’Assemblea del PD. Non si è trattato solo della replica di una sua gaffe storica (il noto pranzo ad Arcore), ma della volontà di esprimere la propria estraneità ai riti (a volte effettivamente vetusti) della politica e delle assemblee di partito, e anche di esprimere la distanza nei confronti dello stesso partito di cui fa parte (di cui facciamo parte). E questo non posso apprezzarlo. “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto?”, deve aver pensato rievocando Nanni Moretti. E avrà anche ritenuto che la sua assenza gli avrebbe portato maggiori consensi, perché naturalmente sono molti di più coloro che potenzialmente parteciperanno alle Primarie, di coloro che sono iscritti al PD. E dunque, se prima trovavo condivisibile il suo richiamo a ‘rottamare’ parte del nostro gruppo dirigente, per dirla con le sue parole, adesso non vorrei che si volesse ‘rottamare’ con le Primarie tutto il Partito Democratico.
Ho apprezzato molto anche la tua relazione in Assemblea ricondotta ai problemi veri del Paese (sociali ed economici in primo luogo), il suo impianto europeista, il richiamo alla scuola e ai saperi. Ho seguito il tuo intervento oggi, nell’iniziativa di avvio della campagna per le Primarie a Bettola. Ho ritrovato l’orgoglio del PD, oggi che il partito arriva al quinto anniversario.
Però una cosa te la devo proprio chiedere. Durante l’Assemblea si è parlato di regole e statuti. Ti ricordo l’Art. 22 dello Statuto del Partito Democratico:
Comma 2. Non è ricandidabile da parte del Partito Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati.
Comma 7. La deroga può essere concessa soltanto sulla base di una relazione che evidenzi in maniera analitica il contributo fondamentale che bla bla bla…
Ecco, per quanto mi riguarda, mi accontenterei del comma 2 e che tu ti impegnassi semplicemente per applicarlo con un numero di deroghe limitato alle dita di una mano. Penso che sarebbe un buon argomento anche per la successiva campagna elettorale.
In bocca al lupo!

GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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