“Su certi presunti privilegi” di Giovanni Taurasi

Ieri ci ha lasciato un onesto e coraggioso magistrato di valore, Pier Luigi Vigna, già procuratore nazionale antimafia. Per me, che cominciai a fare politica dopo le stragi del 1992, quello di Vigna è un nome che evoca molti ricordi e diversi momenti della nostra storia recente. Conservo anche un ricordo più personale, e risale a un’estate di una decina di anni fa, quando a Capalbio, ospite di amici, lo vidi arrivare con la sua scorta del tempo, presso la spiaggia dove stazionavamo. Trascorse la mattina a giocare a carte e discutere amabilmente con i ragazzi che lo proteggevano a pochi metri di distanza. Ci penso spesso quando sento polemiche non sempre ragionevoli sulla presenza di scorte e critiche sugli sprechi di denaro pubblico. Oggi una scena del genere sarebbe immortalata immediatamente da qualche paparazzo, e campeggerebbe su alcune prime pagine di (certi) giornali, magari con titoli a nove colonne del tipo “Con la scorta al mare” o “Scandalo Vigna”. È vero, a volte le scorte sono inutili (in particolare per certe figure che andrebbero protette solo da loro stesse e dal discredito che gettano sulle istituzioni, e che non sono certamente a rischio), ma nella maggior parte dei casi sono essenziali per proteggere veri servitori dello Stato (magistrati, ma anche politici, giornalisti, studiosi). Probabilmente anche Vigna avrebbe preferito (come quasi tutti coloro che vivono sotto scorta) trascorrere la giornata al mare più intimamente e solo con i famigliari (anche se ciò che ricordo di più di quella giornata è proprio la confidenza e l’amicizia che probabilmente legava la scorta e il magistrato, perché immagino che col tempo si crei un legame profondo in questi casi). Ma Vigna aveva scelto di sacrificare la sua vita privata per lo Stato e sapeva che ciò lo avrebbe costretto a rinunciare ad alcuni ‘privilegi’, come quello di avere una vita privata.
Come sappiamo ce ne sono molti di questi servitori dello stato che la vita l’hanno anche persa, sia tra coloro che scortavano che tra coloro che erano scortati. E di servitori dello Stato ce ne sono molti, che continuano a dedicare la loro vita al Paese. Ecco, pensiamoci ogni tanto, quando discutendo della situazione politica di oggi, di caste e privilegi, di sprechi e abusi, di istituzioni tradite, riduciamo tutto ad un semplice ‘Vaffa’, sono tutti uguali’.
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “Su certi presunti privilegi” di Giovanni Taurasi

  1. Felice CELESTINO ha detto:

    ” Vaffa’,sono tutti uguali ” è certamente una ingiusta scorciatoia ,ma com’è difficile non imboccarla !E sicuramente meno raro di quanto si crede trovare figure degne ,da ammirare e esaltare .Ma perchè siamo caduti così in basso ?

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