“Per chi suona la campanella” di Giovanni Taurasi

Oggi in Emilia si ritorna a scuola. I bambini l’avevano lasciata precipitosamente la mattina del 29 maggio dopo la scossa delle 9. Li avevo trovati poco dopo tutti nel cortile della scuola, insieme ai loro compagni di classe e agli insegnati che li avevano protetti. Alcuni erano eccitati, altri divertiti, altri ancora piangevano. Molti non capivano cosa stesse succedendo. Sotto, la terra continuava a tremare, e l’avrebbe fatto ancora a lungo. Poi c’è stata l’estate più strana che io ricordi, tra tende, scosse, paura, sconforto, solidarietà, speranza. Questa mattina nel cortile della scuola la gru lavorava incessantemente per predisporre il terreno per i moduli prefabbricati che ospiteranno i bambini delle scuole ancora da sistemare. Dentro ancora un po’ di polvere per terra, eredità dei lavori effettuati dopo il sisma che si sono conclusi a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico. Quando ho sentito la campanella suonare ho provato una profonda emozione e mi sono commosso, sperando che quel suono ricacciasse nell’oblio dei bambini e dei ragazzi le giornate terribili del 20 e 29 maggio, e che il terremoto, che ha scosso la nostra terra e le nostre certezze, lasciando segni indelebili fuori e dentro di noi, scompaia dalla loro memoria, o che venga considerato come il cattivo delle favole, alla fine sempre sconfitto dai buoni per far vivere tutti felici e contenti.
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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