“Un quinto degli studenti abbandona. Ecco la vera sfida della scuola” di Isabella Bossi Fedrigotti dal Corriere della Sera del 3 settembre 2012

Spaventosi sono i dati dell’abbandono scolastico in Italia. Quasi il venti per cento — il 18,8 per la precisione — degli alunni delle scuole superiori abbandona gli studi o nemmeno si iscrive a un corso una volta terminata la terza media. Perché succede? Non si sa. Cosa fanno, dove vanno, come passano i giorni, le settimane, i mesi questi fuggiaschi? Non si sa. Forse si trovano un lavoro, ma, considerati i numeri della disoccupazione giovanile italiana, con tutta probabilità, per la stragrande maggioranza, soltanto di lavoro nero si può trattare. Forse, invece, non fanno niente, forse semplicemente aspettano che la vita porti loro qualcosa, o forse si arrangiano lungo altre strade, molte delle quali magari poi finiscono male.
Per quel che riguarda le ragazze, un tempo si sarebbe pensato che lasciano la scuola per aiutare in casa o per sposarsi: oggi, tuttavia, l’ipotesi pare reale soltanto in parte, se non altro perché, un po’ a sorpresa, il numero dei maschi transfughi dell’istruzione è parecchio più alto di quello delle femmine: 22 per cento contro 15,4. Un po’ più disciplina e un po’ meno distrazioni per le ragazze potrebbe essere la spiegazione del notevole divario. Non si tratta, quindi, di un innocuo gocciolio per così dire «fisiologico» bensì di un vero e proprio rubinetto aperto, che impoverisce e inselvatichisce il Paese. È vero che i numeri della dispersione sono, anno dopo anno, in leggero calo, ma la sproporzione di quel quasi venti per cento resta impressionante e la sfida per l’intera istituzione scolastica non più rinviabile.
Non è una malattia soltanto nostra, ma tristemente primeggiamo anche in questo, superati in Europa soltanto da Malta, Portogallo e Spagna. Né pare un fatto necessariamente legato alla generale situazione economica di un Paese in quanto i numeri di Inghilterra e Francia non sono così diversi da noi, mentre i più alti tassi di fedeltà scolastica si registrano in Slovenia, Slovacchia e Repubblica Ceca. Simile tendenza la possiamo verificare anche in Italia dove, pur dovendo segnalare punte molto alte dell’abbandono scolastico soprattutto nel Meridione, è la notoriamente prospera provincia di Bolzano che, in assoluto, conta il maggior numero di studenti in fuga dalla scuola superiore: oltre il 30 per cento. (Ma forse questa è un’altra storia, storia di bilinguismo che può portare a non saperne bene né l’una né l’altra).

“Un quinto degli studenti abbandona. Ecco la vera sfida della scuola” di Isabella Bossi Fedrigotti dal Corriere della Sera del 3 settembre 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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