“Decalogo democratico per il prossimo candidato Premier” di Giovanni Taurasi

Non si sa ancora con quale sistema elettorale voteremo e da chi sarà composta l’alleanza di centrosinistra, ma è già iniziata la discussione sul candidato Premier. Così il dibattito si è avvitato sui nomi invece che sui contenuti. Se provassimo a capovolgere la questione, partendo dalla testa, invece che dalla coda? Propongo un metodo.
Io farò così. Scelgo adesso il mio decalogo per il Paese. Un decalogo che io ritengo debba valere anche per il PD, perché credo che il candidato Premier debba essere espressione del partito perno di qualsiasi alleanza di centrosinistra. Chi tra Bersani, Renzi, Civati, e chi più ne ha più ne metta, sosterrà il maggior numero dei punti del decalogo, avrà il consenso del sottoscritto. In ordine di importanza le mie dieci parole chiave sono Giovani, Sapere, Cambiamento, Rinnovamento, Giustizia sociale, Diritti, Merito, Legalità, Europa e Inclusione e sono declinate sinteticamente nel modo seguente:
1)GIOVANI. La prima preoccupazione del centrosinistra deve essere la generazione perduta di quei giovani che non lavorano, e quando lavorano sono in precarissime condizioni, non studiano o non sono in un percorso formativo (generazione NEET: “Not in Education, Employment or Training”).
2)SAPERE. La priorità su cui investire per un Governo di centrosinistra deve essere il sapere (scuola, formazione, università), principale leva di sviluppo di un’economia avanzata.
3)CAMBIAMENTO. Il centrosinistra che si candida a governare deve rappresentare una forza di cambiamento, rompere i recinti e i residui corporativi e scrostare gli interessi consolidati in tutti i campi dell’economia, del lavoro e delle professioni.
4)RINNOVAMENTO. Il PD deve rinnovare la sua classe dirigente seguendo 3 criteri: a) non è ricandidabile chi ha svolto 3 mandati parlamentari (SENZA DEROGHE, tranne che per il segretario nazionale e per il candidato Premier); b) se il sistema elettorale non consente di scegliere il proprio rappresentante, i candidati devono essere scelti con le primarie; se viceversa il sistema elettorale dovesse finalmente riconsegnare lo scettro rubato agli elettori, i candidati vanno scelti con metodi democratici e trasparenti e coinvolgendo la società civile (e ciò non esclude comunque lo strumento delle primarie); c) i candidati devono essere portatori di competenze e saperi, e non scelti sulla base di meccanismi cooptativi.
5)GIUSTIZIA SOCIALE. La forbice tra ricchi e poveri va ridotta drasticamente. Il centrosinistra deve operare per rafforzare la coesione sociale, perché uguaglianza e solidarietà sono valori cardini del centrosinistra.
6)DIRITTI. I diritti civili e politici vanno estesi, partendo dal riconoscimento delle unioni omosessuali e dalla cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia.
7)MERITO. Il centrosinistra deve rimettere al centro il merito e le competenze come motore della mobilità sociale.
8)LEGALITA’. Corruzione, criminalità organizzata, evasione fiscale sono i mali endemici del nostro Paese da combattere con provvedimenti efficaci e senza sè e senza ma.
9)EUROPA. La crisi Europea si supera con più Europa e non con meno Europa.
10)INCLUSIONE. L’inclusione sociale e culturale produce sviluppo, democrazia e libertà. Una società aperta cresce di più di una società chiusa e ostile.
Adesso mi impegno a monitorare i candidati, e poi deciderò. Vi farò sapere!
GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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12 risposte a “Decalogo democratico per il prossimo candidato Premier” di Giovanni Taurasi

  1. Cecilia Esposito ha detto:

    e la ricerca? l’eliminazione della Casta e dei relativi privilegi (compresa l’immunità)? scrostare gli interessi consolidati in tutti i campi nella politica? non è ricandidabile chi ha svolto GIA’ (non almeno)3 anni?i candidati scelti coinvolgendo società civile: movimenti. comitati. associazioni impegnati sul territorio per i Beni Comuni.valori altamente di sinistra no? che porterebbero.tra l’altro.competenze e saperi. Diritti:unioni di fatto?progetto per le famiglie? Europa: l’Europa politica e solidale? un impegno a decidere le priorità e un patto con i cittadini del rispetto delle regole e della Costituzione art1 l’Italia è fondata sul lavoro. .

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    • QuintoStato ha detto:

      La ricerca l’ho messa al secondo punto relativa ai saperi (scuola, formazione università). Per quanto riguarda la Casta non l’ho esplicitata nei primi 10 perchè credo che sia la prima trichiesta dei cittadini ma non tra le prime 10 priorità per rilanciare il Paese. Per quanto riguarda il GIA’ hai perfettamente ragione. Era un refuso, ma il senso che volevo dare alla frase era quello e l’ho corretta. Nella società civile ci sta tutto quello che citi tu per me. Sui diritti,ho fatto alcuni esempi sulle unioni omosessuali, perchè il tema era più dibattuto, ma ritengo scontato che sia necessaria anche una legge per le unioni di fatto. Tutto ciò non significa mettere in discussione il concetto costituzionale di famiglia. Quando dico più Europa, intendo più politica (e perciò solidale).
      Grazie per il commento costruttivo. Il gioco potrebbe continuare ed ognuno può esprimere le sue 10 parole chiave!
      GT

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  2. ilsensocritico ha detto:

    sottoscrivo sia il metodo con cui sceglierà chi votare che il contenuto del suo decalogo. Sono in disaccordo solo sul limite ai mandati parlamentari: se si fanno le primarie e sono i cittadini a scegliere i candidati, infatti, saranno loro se, lo vorranno, a mandare a casa un politico di lungo corso.

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  3. Luigi C. Ginetti ha detto:

    Lei ha messo in decalogo tutte cose giuste, ma ahimé per far partire l’economia, per richiamare investitori stranieri, per diventare un paese moderno, a mio avviso manca ancora un fondamentale: la riforma della giustizia. Quando si parla di casta ci si dimentica dell’organismo che se appena sfiorato da un tentativo di riforma, insorge in modo unitario dichiarando che è in atto un attentato contro l’indipendenza della magistratura … e intanto una causa civile richiede lustri per essere giudicata, una fabbrica che dà lavoro ad una città viene fermata senza preoccuparsi di cosa potrebbe succedere e non ci si domanda perché, se il pericolo per la salute era così importante, nessuna autorità, compresa la magistratura, fosse intervenuta negli anni passati.
    Si ha sempre l’impressione che gli interventi siano legato al potenziale impatto giornalistico più che all’obbligo di intervento in presenza di un reato.
    Per ultimo, quanto lavorano i magistati, quante vacanze fanno, qual è la loro produttività nei termini di sentenze emesse?

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    • QuintoStato ha detto:

      L’obiezione è giusta e confesso che ci avevo pensato. In questi anni la politica ha discusso molto dei problemi giudiziari di una sola persona, perdendo di vista i problemi del funzionamento della giustizia civile nel nostro Paese. Però la scelta di un decalogo prevede anche di individuare una scala di priorità e la mia riguarda quelle 10. Poi naturalmente i problemi dell’Italia sono molti di più…

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  4. elena ha detto:

    carissimo giovanni, quello che suggerisci è un ottimo metodo e trovo anche io sconcertante che si stia dibattendo di primarie senza mettere al centro proposte e contenuti. volevo consigliarti, in questa tua procedura d’esame, la lettura de “10 cose buone per l’Italia che la sinistra deve fare subito” di Civati, perché il tuo decalogo vi si avvicina molto! A presto

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  5. Roel ha detto:

    – come lei sa le gerontocrazie politiche al potere difenderanno con le unghie e coi denti le loro posizioni e non cederanno facilmente le poltrone che occupano da tanti anni, anche se inquisiti o condannati (l’elenco di questi è già a conoscenza degli italiani su Internet).
    – a proposito del rinnovamento del ceto politico (improprio “classe”), alcuni anni fa pubblicai un articolo proponendo un parziale sorteggio (20-30%) nell’assegnazione dei seggi, a livello centrale e periferico, dopo aver fatto salve le “GUIDE” più rappresentative e stabilito RIGOROSAMENTE I REQUISITI di quanti richiedevano la candidatura (età per l’esercizio dall’elettorato passivo, titoli culturali, esperienze sociali e/o amministrative,
    no-fallimenti, fedina penale pulita, meriti culturali, benemerenze civili, non amministratori con più di 2-3 legislature regionali o parlamentari, reddito con verifica diretta e indiretta a fine mandato, ecc., ecc,.).
    Ovviamente da chi detiene il potere una tale proposta viene considerata una minaccia al “proprio orticello”, però come può comprendere, basterebbe una modifica allo Statuto di partito come impegno per tutti, facendo poi seguire l’iniziativa legislativa in sede di riforma elettorale. L’ipotesi del sorteggio inserita nello statuto di partito, sarebbe più agibile rispetto alle fatiche di rincorrere “le primarie” che sono viste come il fumo negli occhi e col pericolo di minor successo per le resistenze che incontreranno.
    (Non dimentichi che quando la “cittadella è minacciata”, tutti faranno quadrato).
    La riforma statutaria di partito avanzata con migliaia di firme degli iscritti, diventerebbe una battaglia più agibile e di maggiore successo, tenuto conto dell’insofferenza diffusa trai militanti “tagliati fuori” dalla reale partecipazione.
    Ricordo anche che già gli antichi Greci, padri della democrazia, introdussero il sorteggio proprio per il rinnovamento e la maggiore partecipazione di quanti restavano esclusi e tenuti ai margini.
    Una lezione che ha fatto storia e che è stata mandata nel dimenticatoio da tutti quelli che difendono il loro “particulare” e che hanno portato il paese allo sfascio. D’altronde il sorteggio è già previsto nel nostro ordinamento in varie circostanze, per cui non “scandalizzerebbe” alcuno.
    Il cittadino in possesso dei requisiti (autocertificazione e verifica successiva per i sorteggiati), a seconda delle proprie scelte e dei propri orientamenti, inoltrerebbe istanza di essere inserito nella lista dei candidati a sorteggio e, sapendo che quanti maggiori saranno i quozienti che il partito riuscirà ad ottenere tanto maggiore sarà la probabilità di essere sorteggiato, il suo impegno sarebbe rivolto al successo del partito, senza gli sprechi dei “santini” e dei manifesti personali, evitando anche le devianze legate alla minacciata reintroduzione della preferenza al singolo.
    Per i rimanenti candidati si potrebbero anche mantenere le liste bloccate, senza gravi conseguenze per le libere scelte dei componenti collegiali delle rappresentanze, dal momento che sarebbero presenti vari “manipoli” dei diversi partiti non “nominati” e quindi liberi e non condizionati.

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  6. QuintoStato ha detto:

    Mi ero impegnato a monitorare i contenuti dei possibili candidati Premier PD sulla base del decalogo che avevo proposto. Ieri, 6 settembre, Renzi era alla festa del PD di Modena, in uno spazio per la verità un po’ sacrificato in termini di tempo, poiché non si trattava di un comizio, ma di un’intervista/confronto insieme al sindaco di Modena. Tuttavia la platea era numerosa e nelle mie valutazioni terrò conto del tempo limitato per affrontare le varie questioni. Ma andiamo ai contenuti. Direi che sulle parole del decalogo GIOVANI, SAPERE, CAMBIAMENTO, RINNOVAMENTO e MERITO è stato indubbiamente convincente. Domenica vedremo cosa dirà Bersani a Reggio Emilia, e tenterò anche di andare a sentire Civati sabato 15 a Modena. Ma la campagna per le primarie è ancora lunga, e vedremo nei prossimi mesi come proseguirà, chi saranno realmente i candidati e soprattutto quali saranno le proposte!
    GT

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  7. QuintoStato ha detto:

    Continua il monitoraggio sul decalogo. Questa volta tocca a Bersani e al suo intervento a Reggio Emilia. Tra i temi toccati sono stati numerosi quelli riconducibili al decalogo (in un tempo però piuttosto ampio a disposizione, rispetto a quello di Renzi a Modena). Mi pare che abbia insistito in particolare sui temi che riguardano CAMBIAMENTO, GIUSTIZIA SOCIALE, DIRITTI, LEGALITA’, EUROPA. Su questi temi è stato molto convincente. Un po’ più residuale purtroppo lo spazio dedicato al SAPERE e più cauto di Renzi su quello che riguarda il RINNOVAMENTO della classe dirigente del PD, con un richiamo ancora un po’ generico sulle procedure per la selezione dei candidati, nessun riferimento al limite delle legislature e la sottolineatura invece dell’esigenza di tenere assieme un gruppo dirigente giovane con uno di lungo corso. C’è però un forte impegno in questa direzione. Vedremo se agli annunci seguiranno i fatti. Per quanto riguarda i contenuti la campagna per le primarie è ancora lunga (anzi, in teoria deve ancora cominciare). Vedremo. Prosegue il monitoraggio del blog Quinto Stato.

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  8. QuintoStato ha detto:

    Nel corso dell’iniziativa dell’8 settembre alla festa del PD di Modena, tra le altre cose, si è discusso anche di alcune parole chiave citate nel decalogo, utilizzato come spunto dal giornalista Stefano Aurighi nel corso dell’incontro con la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro, il segretario provinciale del PD Davide Baruffi e il Sindaco di Camposanto Antonella Baldini. Aggiungo il loro prezioso contributo al dibattito sul decalogo e ringrazio Stefano Aurighi per l’attenzione verso il blog Quinto Stato. Il video è visibile (insieme agli altri della festa) all’indirizzo http://festa.pdmodena.it/la-tv-della-festa/ (Finocchiaro, Baruffi e Baldini sono intervenuti sui temi: diritti civili, giovani e lavoro e legalità dal 45° minuto).
    GT

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  9. toratora ha detto:

    Il nome (e l’eta’) sono il punto cruciale: i problemi li conoscono tutti, tranne i politici di lungo corso scollegati dalla realta’…

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