“Che cosa fare per difendere l’Italia” di Mario Calabresi da La Stampa del 22 luglio 2012

Improvvisamente la primavera del 2013 sembra lontanissima. Troppo lontana per sopportare incertezza, speculazione, scontri politici. Così lontana da giustificare la rottura di un tabù: le elezioni anticipate a novembre.

Quei nove mesi che ci separano dalla fine della Legislatura li abbiamo fin qui considerati un problema perché troppo limitati e vicini per un proficuo programma di risanamento e di riforme: la sensazione prevalente era che avremmo avuto bisogno di più tempo per rimetterci in piedi.

La presenza di Mario Monti, si ragionava in Italia come all’estero, era uno scudo contro scenari catastrofici, era ed è una garanzia fino alle elezioni, ma nessuno è mai stato in grado di dire cosa sarebbe successo poi e le paure più diffuse erano proprio per questo incerto «dopo».

Insomma il nostro problema in questo 2012 è sempre stato il dopo Monti, la pagina incerta che si sarebbe aperta dopo il voto.

Oggi le cose sembrano in parte cambiate: il problema è il troppo tempo che ci separa da un chiarimento e la strada autunnale e invernale che ci porta alla primavera del 2013 appare invece come la traversata di un mare in tempesta.

Intendiamoci, in presenza di una maggioranza coesa nei suoi obiettivi e nel suo sostegno al governo, questo tempo continuerebbe ad essere poco, ma lo si potrebbe sfruttare per portare il Paese il più lontano possibile dal baratro.

La verità però è un’altra, la campagna elettorale è già cominciata con le sue divisioni, la necessità per i partiti di distinguersi, definirsi, prendere le distanze dalle politiche più impopolari, così la navigazione è diventata ancora più faticosa per il governo e il nostro spread parla chiaramente anche di questo.

La prima telefonata che ho ricevuto il giorno in cui è uscita la notizia del ritorno in campo di Silvio Berlusconi è stata di Hugo Dixon, fondatore di Reuters Breakingviews e uno dei più influenti analisti economico-finanziari inglesi: mi chiedeva se fosse vero e mi spiegava che questo avrebbe aumentato le fibrillazioni, le paure e le incomprensioni con gli investitori internazionali. Le frasi poi su un ritorno alla lira, così come i mille distinguo emersi a sinistra, hanno risvegliato stereotipi e fantasmi sull’affidabilità dell’Italia.

Il fattore incertezza pesa in modo consistente sulla valutazione che viene fatta da chi investe e contribuisce a formare l’eccessivo interesse che dobbiamo pagare per riuscire a piazzare il nostro debito. Lo ha sottolineato, tra le polemiche, l’agenzia di rating Moody’s e ce lo hanno confermato gli oltre trenta corrispondenti stranieri che sono venuti alla Stampa all’inizio della settimana per raccontarci quanto sia difficile comprendere noi italiani e il nostro sistema politico in questo momento.

E’ inutile e perfino un po’ ridicolo prendersela con gli stranieri, gridare ai complotti e ergersi a paladini dell’orgoglio nazionale di fronte alle critiche, sarebbe meglio – lo dice con chiarezza in queste pagine anche l’ex direttore dell’ Economist Bill Emmott – se ognuno di noi si facesse una domanda semplice: «Ma io presterei i miei soldi all’Italia? Rischierei i miei risparmi, i miei capitali o la mia pensione mettendomi nelle mani di una classe politica che non mi offre garanzie per il futuro?». Penso che la risposta sarebbe univoca. Anche i mercati ragionano così.

Per questo, per non passare nove mesi in balia dell’incertezza e della speculazione, da alcuni giorni si è cominciato a ragionare, nei palazzi del governo e nei colloqui tra il premier e i partiti, dell’ipotesi di elezioni anticipate. All’inizio di novembre. Elezioni che imporrebbero un chiarimento in tempi brevi e permetterebbero poi di impostare programmi di legislatura e di largo respiro. La cosa circolava da un paio di giorni ed è stata raccontata ieri dal Corriere della Sera , che per primo ha affacciato l’ipotesi di una crisi pilotata per andare al voto anticipato. Ieri sera è arrivata, comprensibilmente, una smentita da Palazzo Chigi, ma il ragionamento esiste e ha un fondamento.

L’idea non sarebbe quella di mettere fine ad un’esperienza di governo o di considerarla come una sconfitta bensì di vederla come un’opportunità, un’occasione che si può prendere in considerazione nelle strategie di difesa dell’Italia.

Certo, un passaggio così sarebbe possibile solo se ci fosse unità di intenti da parte delle forze politiche che formano la maggioranza di Monti e se, come ha sottolineato anche il presidente Napolitano in più occasioni, i partiti dicessero chiaramente che si impegnano anche nella prossima legislatura a continuare nella direzione del rigore e del risanamento. Di fronte ad avventurismi, nostalgie per la lira, piani fantascientifici di rilancio dell’economia basati su un aumento della spesa, ogni mossa sarebbe suicida. Ma se ci fosse una competizione leale aperta da un preambolo comune, una sorta di documento di impegno a tenere l’Italia nell’euro e ad onorare gli impegni presi, allora questa strada diventerebbe una possibilità da tenere in considerazione. Con una precondizione: una nuova legge elettorale varata al più presto, perché gli italiani non meritano di tornare alle urne con quella attuale.

Tutto ciò richiederebbe maturità politica, vista lunga, l’abbandono di tatticismi e egoismi di giornata. Quelle stesse caratteristiche che dovrebbero spingere le forze politiche alla massima serietà di fronte ai rischi che stiamo correndo. Se non vogliamo svegliarci a Madrid o ad Atene, c’è da essere onesti e conseguenti: nove mesi di battaglia elettorale sulla pelle dell’Italia e degli italiani non si possono fare, o si va al voto prima o si assicura a Monti il sostegno necessario perché la nave non affondi e si possa arrivare alla prossima primavera se non sani perlomeno salvi.
twitter @mariocalabresi

“Che cosa fare per difendere l’Italia” di Mario Calabresi da La Stampa del 22 luglio 2012

About these ads

Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente pubblico, è stato Consigliere comunale a Carpi dal 1995 al 2004 e di nuovo dal 2009. Attualmente è Presidente del Consiglio comunale di Carpi e Presidente dell'Assemblea e della Direzione provinciale del PD modenese. Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013.
Questa voce è stata pubblicata in / e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a “Che cosa fare per difendere l’Italia” di Mario Calabresi da La Stampa del 22 luglio 2012

  1. paolo ha detto:

    solo un telegramma ,è umanamente possibile credere che questi stessi partiti nelle condizioni attuali,varino una nuova legge elettorale ? (ritorno di Berlusconi che aldi lò dei suoi ennesimi sondaggi ,teme di avere una batosta colossale ) .
    Lascio perdere le considerazioni su Euro, Europa, Unità d’intenti , visto che si cita Grecia,Spagna e si fa finta che l?italia non è commissariata (in sordina è passato il fiscal compact).
    Per quanto riguarda quello che da giorni si discute “nei palazzi” ,mi pare che se ne parli in particolare nei Palazzi dei “poteri Forti ” degli “gnomi” e come sempre la voce viene fuori dalle stanze dei giornali che non rappresentano le persone che hanno come padroni peronaggi del tipo di Marchionne ,ma sono l’inchiostro di Marchionne..(esempio non casuale ma legato ai giornali che hanno iniziato a indicare ciò che vogliono coloro che stanno nei salotti buoni dei palazzi )

  2. paola zabaglia ha detto:

    L’Italia ha bisogno di una nuova linea politica, che non può essere garantita dagli attuali partiti, legati ai vecchi schemi. Ecco perchè sostengo il governo Monti e temo le elezioni.

Inserisci un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...