“È il tempo di uccidere i padri”, di Dario Parrini* da Qualcosa di Riformista

Parlerò di meritocrazia come di un elemento indispensabile per avere innovazione e giustizia sociale.

Leonardo da Vinci scrisse: “Tristo è quel discepolo che non avanza il suo maestro”. Uno dei problemi più gravi dell’Italia è che ci sono troppi discepoli timorosi di superare i loro maestri e troppi maestri che non accettano la possibilità di essere superati dai propri allievi.

Siamo un Paese di gerarchie immobili e di élites pietrificate. Un Paese di trasformazioni gattopardesche, in cui in nome del cambiamento qualcuno ha in mente di mettere in campo regole col trucco (ogni riferimento alle primarie è puramente voluto).

Siamo un Paese in cui esiste il primato della piaggeria, del tatticismo e del conformismo invece che del merito. Leonardo da Vinci si rivelò così bravo a dipingere da indurre il suo maestro Verrocchio a smettere di farlo e a dedicarsi ad altro. Dobbiamo capire che non si deve aver paura di dar dei dispiaceri ai propri maggiori, i quali, dopotutto, possono anche dedicarsi ad altro (fuor di metafora: non è obbligatorio far politica a vita).

Senza meritocrazia (una meritocrazia che parta dalle pari opportunità) non ci sono né innovazione né giustizia sociale. E senza innovazione non c’è competitività e non c’è uscita dalla grande crisi che stiamo vivendo.

Bisogna dire chiaro e forte che premiare chi lavora di più e si impegna di più, cioè chi merita di più, è la cosa più di sinistra che ci sia.

Mentre non c’è niente più di destra di una situazione come quella attuale italiana in cui nulla rende quanto le innumerevoli rendite di posizione che ammorbano l’economia e la società.

Gli amministratori locali sono una risorsa dell’Italia per l’apporto di umiltà spirito di sacrificio concretezza aderenza alla realtà e senso di responsabilità che possono garantire.

Se Fassina, che rappresenta il cooptato di professione per antonomasia, e che non è mai stato eletto da qualche parte ma solo nominato, avesse fatto anche solo per un po’ l’amministratore locale, certamente sarebbe più umile e non avrebbe fatto dichiarazioni cosi scomposte come quelle di ieri contro Renzi.

Mitterrand diceva: nelle prove difficili l’ostacolo si supera in un solo modo: affrontandolo di faccia.

Noi che vogliamo cambiamento e riformismo abbiamo davanti un grosso ostacolo. Ma dobbiamo confidare di superarlo. E affrontarlo di faccia. Ce la faremo.

@DarioParrini
È il tempo di uccidere i padri“, di Dario Parrini* da Qualcosa di Riformista http://www.qdrmagazine.it
*Sindaco di Vinci (Firenze)

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Informazioni su QuintoStato

Corro, leggo, scrivo, racconto. Negli anni ho svolto un percorso che ha intrecciato attività politica, professionale, didattica e di ricerca. Laureato nel 1997 in Storia contemporanea a Bologna, ho conseguito successivamente il dottorato in Storia Costituzionale e Amministrativa presso l’ateneo di Pavia e svolto attività di ricerca per l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ho pubblicato cinque monografie, curato volumi, mostre e allestimenti museali sulla storia del Novecento e pubblicato una ventina di saggi e articoli su riviste scientifiche e annali di storia contemporanea. Sono autore di spettacoli teatrali e history telling. Sono dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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