“La linea del governatore «Case sfitte ai terremotati»” di Francesco Alberti dal Corriere della Sera del 3 giugno 2012

Mutui a tasso zero per ricostruire o spostare i capannoni

MARZAGLIA (Modena) — Qui non passa il «modello dell’Aquila». Niente new town o casette prefabbricate per dare un tetto agli sfollati. La strada scelta è quella di pescare nel grande mare degli immobili sfitti per togliere al più presto dalla precarietà le 17 mila persone alle quali la doppia scossa del 20 e del 29 maggio ha reso inagibili le abitazioni. Un’idea che il presidente dell’Emilia-Romagna, il pd Vasco Errani, sta soppesando da giorni e che ieri ha reso pubblica, pur consapevole della delicatezza del tema. «La prima cosa da fare — ha detto il governatore durante l’incontro a Marzaglia con i tre leader sindacali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti — è avere l’esatto numero delle case danneggiate. Poi scatterà la fase due: trovare una soluzione dignitosa e di qualità per la popolazione. L’idea, se ci sono le condizioni, è quella di utilizzare il patrimonio immobiliare sfitto, di cui stiamo già facendo un censimento».
Un mare magnum, le abitazioni non affittate, di cui spesso non si conosce l’entità e il cui utilizzo, trattandosi di proprietà privata, va affrontato con i guanti di velluto. Solo a Bologna, secondo dati recenti della Confabitare, «esistono 7 mila appartamenti sfitti, che diventano 21 mila nell’intera provincia» ha affermato il presidente Alberto Zanni, invitando i proprietari a mettere a disposizione le case vuote: «Basterebbero per tutti gli sfollati». Nessuna imposizione, ovviamente: «Si tratterebbe — precisa il presidente Errani — di arrivare a un accordo con i titolari di immobili e di fissare un prezzo calmierato. Tutto nella logica di uno stretto coinvolgimento con le popolazioni e i loro amministratori». I tempi dell’operazione, sempre che il terremoto conceda una tregua (una ventina di scosse ieri, la più alta di 3.5 verso l’una di notte), potrebbero essere accettabili: «Qualche settimana — ancora Errani — per censire le case inagibili e intanto quantificare quelle sfitte e disponibili».
Ma il problema sfollati è solo una delle emergenze di una ricostruzione che potrà contare su 2,5 miliardi del governo in due anni e che resta concentrata sull’assistenza alle persone: «Siamo ancora in una fase acuta di emergenza, ci vuole prudenza prima di tornare nelle case» ha affermato Franco Gabrielli, a capo dei 4 mila volontari della Protezione civile. Altra priorità sono le imprese, che hanno urgenza di ripartire per fronteggiare le richieste del mercato e tutelare gli organici. Due le strategie. La prima riguarda la riapertura dei capannoni, simbolo di questa tragedia: quelli che non hanno subito danni potranno ripartire in tempi brevissimi (un decreto firmato da Gabrielli semplifica l’iter per l’agibilità); per le altre, è stata concordata tra imprenditori e sindacati una sorta di «delocalizzazione locale» che consenta di trasferirsi di pochi chilometri e per un tempo limitato in fabbricati sfitti. Sperando basti a chi medita di lasciare per sempre queste terre.

“La linea del governatore «Case sfitte ai terremotati»” di Francesco Alberti dal Corriere della Sera del 3 giugno 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “La linea del governatore «Case sfitte ai terremotati»” di Francesco Alberti dal Corriere della Sera del 3 giugno 2012

  1. adriano ha detto:

    L’idea è ampiamente condivisibile ma di ‘terribile’ difficoltà esecutiva.
    Se non ce la fanno in Emilia non ce la potrà fare nessun altro angolo della terra! In bocca al lupo! Sarebbe l’ennesima prova di civiltà di questa gente meravigliosa che sa coniugare serietà, competenza, correttezza, gioia di vivere, voglia di divertirsi.
    E scusate se è poco!

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