“Brava gente” di Massimo Gramellini da La Stampa del 25 maggio 2012

Edward Kojo Akanor è un ghanese di 67 anni che abita a Verona e nonostante due infarti e un ictus continua a lavorare all’aeroporto di Villafranca fino all’ultimo giorno di vita per mandare soldi in Africa, dove sono rimaste la moglie paralitica e la figlia Matilda. Il 25 aprile il signor Edward muore e la famiglia di commercianti veronesi per i quali negli ultimi anni è stato anche più di un parente gli organizza i funerali: il 26 maggio, così da dar tempo alla figlia di ottenere il visto. Matilda si presenta alla nostra ambasciata di Accra con i timbri in regola, eppure le rispondono che manca un requisito essenziale: non è abbastanza ricca per andare ai funerali di suo padre. La giovane donna trasecola: in Ghana ho un lavoro, dice. Sì, ma lo stipendio è basso, replica il funzionario, chi ci garantisce che, scaduto il visto, lei non rimanga a Verona? Il fatto che qui ho una mamma paralitica di cui nessun altro si può occupare, insiste lei, e ciascuno avvertirà l’umiliazione di questo dialogo.

Fra le tante caselle che ogni burocrate è chiamato a sbarrare sui documenti, quella del buonsenso non c’è. Andrebbe aggiunta a mano, ma per farlo servono coraggio e un po’ di umanità, e non tutti ne sono provvisti. Perciò la famiglia italiana che si è accollata le spese della trasferta di Matilda ha scritto all’ambasciatore in persona, «pregandolo umilmente» di intervenire. I funerali sono domani e voglio ancora credere nel miracolo. Altrimenti la prossima volta che sentirò qualcuno dire «italiani brava gente» dal cuore mi uscirà una dolentissima pernacchia.

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “Brava gente” di Massimo Gramellini da La Stampa del 25 maggio 2012

  1. adriano ha detto:

    Quello che Gramellini scrive è terribilmente vero.
    Tutti vibriamo di sdegno per il racconto degno di una moderna parabola evangelica.
    Quello che forse non ci salta subito agli occhi è il fatto che, se quel “burocrate” segue il buon senso, falsa il procedimento. Nell’arido linguaggio della legge esso si configura come “falso in atto pubblico”. Davanti ad un tribunale amministrativo quel burocrate risponderà in solido del danno procurato all’erario.
    Qui i casi sono molti ne cito due per semplicità:

    caso A: si tratta di influente personaggio dell’entourage e allora si troverà l’acconcio;

    caso B: si tratta di un insignificante travet e allora la legge sarà applicata in maniera inflessibile.

    Non sto cercando scuse per la soluzione del caso, mi limito ad un minimo di empatia per chi ci casca dentro: a me è successo spesso ed una risposta convincente non l’ho ancora trovata.
    Ringrazio chiunque mi aiuterà.

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