«Vittoria era sotto i mattoni. La mano nella mia per due ore» di Francesco Alberti dal Corriere della Sera del 21 maggio 2012

FINALE EMILIA (Modena) — Della piccola Vittoria, 5 anni, si sentivano solo i lamenti sempre più deboli, nel buio, tra le macerie. Il padre ha cominciato a scavare. A scavare e a gridare: «Mi senti, mi senti, bimba mia?». Prima l’ha raggiunta con una mano, le ha toccato il viso, riuscendo a creare tra i sassi e i mattoni un piccolo spazio per farla respirare. Non poteva muoverla, Vittoria era completamente sommersa dai detriti. Ma l’ha tenuta sveglia, le ha bagnato il viso con l’acqua, l’ha tranquillizzata, fino a quando non sono arrivati i vigili del fuoco, che l’hanno salvata. Una storia che alleggerisce il cuore in questa domenica bestiale. Una storia dai contorni piuttosto singolari: ad avvertire i pompieri di Finale Emilia del dramma che si stava consumando in quella casa è stato un medico, parente della famiglia, che vive negli Stati Uniti, a New York: appreso via internet del terremoto in Emilia, ha chiamato per avere rassicurazioni e, informato dalla madre della bimba del dramma in corso, ha lanciato l’allarme.
Inizia tutto alle 4.04 quando il mondo di Vittoria, della madre Alessandra e del padre Bartolomeo Vultaggio, dirigente in un’azienda di ceramica, si rovescia all’improvviso. La famiglia vive in un elegante casolare bianco alle porte di Finale Emilia, nella frazione di Obici. Vittoria sta dormendo, sola, nella sua stanza in fondo al corridoio. La scossa è violentissima. Mentre l’ala dove riposano i genitori rimane illesa, la camera della bambina si trasforma in una trappola. La torretta che sovrasta l’abitazione va in frantumi e, spezzandosi, sfonda il tetto proprio in corrispondenza della camera da letto di Vittoria. La piccola viene travolta dalle macerie, ma alcune travi creano un piccolo spazio. Il resto lo fa il padre Bartolomeo e, al suo arrivo, il vigile del fuoco Matteo Molesini. Che racconta: «Non è stato un intervento semplice».
Vittoria sbucava dalle macerie con la testa e, mentre cercavo di tirarla fuori, si susseguivano le scosse d’assestamento». Ma non è finita. Destino ha voluto che, mentre il pompiere Matteo salvava la vita alla bambina, suo figlio Michele, 10 anni, che vive a Finale, nel fuggire da casa dopo la scossa, si sia procurato una profonda ferita al tendine d’Achille. «Dovrà essere operato — racconta il padre —: sono andato in ospedale, gli ho dato un bacio e sono tornato a scavare tra le macerie».

«Vittoria era sotto i mattoni. La mano nella mia per due ore» di Francesco Alberti dal Corriere della Sera del 21 maggio 2012

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Informazioni su QuintoStato

Corro, leggo, scrivo, racconto. Negli anni ho svolto un percorso che ha intrecciato attività politica, professionale, didattica e di ricerca. Laureato nel 1997 in Storia contemporanea a Bologna, ho conseguito successivamente il dottorato in Storia Costituzionale e Amministrativa presso l’ateneo di Pavia e svolto attività di ricerca per l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ho pubblicato cinque monografie, curato volumi, mostre e allestimenti museali sulla storia del Novecento e pubblicato una ventina di saggi e articoli su riviste scientifiche e annali di storia contemporanea. Sono autore di spettacoli teatrali e history telling. Sono dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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