“Età media 59? Riprendiamoci i nostri giovani” di DARIO DI VICO dal Corriere della Sera del 18 maggio 2012

Richiamiamo i Giovani dall’Estero per Svecchiare la Classe dirigente

La nostra classe dirigente è su con gli anni e anche quando il ricambio si verifica (vedi governo tecnico) non prende i contorni di una vera staffetta generazionale. Chi giustifica lo status quo tende a dire che siamo un Paese complesso e pervaso dalla politica e di conseguenza per guidarlo ci vogliono volpi collaudate.Un sociologo aggiungerebbe che viviamo una più generale fase di bassa mobilità sociale ma sicuramente tutte queste considerazioni non possono essere utilizzate per derubricare il problema. Ha più senso e costrutto chiedersi cosa fare. Negli anni scorsi da parte di alcune organizzazioni di giovani imprenditori era maturata l’idea di copiare le quote rosa e di escogitare meccanismi e norme che in qualche maniera obbligassero i gerontocrati a farsi da parte o almeno a lasciare una parte delle poltrone occupate. La provocazione animò un vivace dibattito prima di cadere nel dimenticatoio. Quando saremo in grado di fare un primo bilancio dell’esperienza delle quote rosa forse avremo nuovi argomenti pro o contro il ricambio anagrafico forzoso.
Purtroppo nel frattempo dobbiamo registrare come i nostri giovani siano i più restii in Europa a muoversi, a uscire dai confini nazionali, eppure in questo momento storico l’auspicato ricambio non può essere disgiunto dalla qualificazione internazionale. Ma solo il 38% degli under 35 è disposto a muoversi dall’Italia e comunque solo per un periodo di tempo limitato. Di conseguenza la strada più veloce per prendere i classici due piccioni con una fava, ovvero svecchiare e sprovincializzare, sta nel far ricorso agli espatriati. I nostri connazionali che già oggi vivono e lavorano all’estero e coltivano con l’Italia un rapporto complesso. So che in molti considerano quest’idea giusta, giustissima ma poco realizzabile. «Perché mai mio figlio dovrebbe aver voglia di tornare in questo nostro disastrato Paese?», mi ha scritto di recente un manager. La mia risposta è semplice: si tratta sicuramente di una battaglia difficile ma rinunciare senza combatterla è una resa e non ce la possiamo assolutamente permettere.
Dario Di Vico
twitter@dariodivico

“Età media 59? Riprendiamoci i nostri giovani” di DARIO DI VICO dal Corriere della Sera del 18 maggio 2012

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Informazioni su QuintoStato

Corro, leggo, scrivo, racconto. Negli anni ho svolto un percorso che ha intrecciato attività politica, professionale, didattica e di ricerca. Laureato nel 1997 in Storia contemporanea a Bologna, ho conseguito successivamente il dottorato in Storia Costituzionale e Amministrativa presso l’ateneo di Pavia e svolto attività di ricerca per l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ho pubblicato cinque monografie, curato volumi, mostre e allestimenti museali sulla storia del Novecento e pubblicato una ventina di saggi e articoli su riviste scientifiche e annali di storia contemporanea. Sono autore di spettacoli teatrali e history telling. Sono dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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