“Precari ma pieni di dignità” di GIORGIO CORTESE* dall’Editoriale dei lettori de La Stampa del 7 maggio 2012

Qualche giorno fa abbiamo festeggiato il Primo Maggio, la festa del lavoro. Questo mi fa venire in mente che come sindaco ho ricevuto in questi splendidi anni da pubblico amministratore persone in ricerca di lavoro. Mi viene in mente, in particolare, quando un bel sabato mattina mi trovai sulla soglia dell’ufficio un giovane immobile.

Ancora adesso rivedo quella figura, così sbiadita nel suo decoro, così disperata nella sua solitudine. Mi ricordo ancora del suo curriculum, preso da Internet, scialbo come il copia e incolla, ma intriso di fremiti di un angosciante appello, esplicitato da una lettera accompagnatoria che mi faceva stringere il cuore di sindaco. Dietro quelle righe, infatti, c’era un giovane neolaureato che aspirava a un posto di lavoro e che mi ricordava Bartleby, il protagonista dell’omonima opera di Herman Melville, il romanziere americano nella memoria di tutti per il suo celebre Moby Dick.

Bartleby aspira a un posto di scrivano, in pratica di impiegato, ed è lì con la rassegnazione di chi sa già di dover eseguire un lavoro alienante e senza creatività. Tacendo, copia fogli e fogli, mentre fuori pulsa la vita degli affari. Non ha amici e neppure una casa sua, non intesse dialoghi, ma respinge ogni coercizione o prevaricazione con un atono «I would prefer not to», «preferirei di no». Ignorato dai colleghi e dagli stessi padroni, egli chiuderà la sua storia in modo drammatico, dopo un’esistenza grigia nell’ufficio delle «lettere smarrite» di Washington. Il pensiero va ai tanti precari che, per sopravvivere, devono accettare condizioni di lavoro aleatorie e che non possono dire: «Preferirei di no». Mi viene da pensare agli stranieri costretti spesso a situazioni umilianti di quasi schiavitù. Oppure a chi ha messo inserzioni e inviato il curriculum e resta senza risposta. Un po’ tutti dobbiamo raccogliere l’appello silenzioso di Bartleby e dei tanti suoi colleghi, anche più sfortunati.

* impiegato bancario, 53 anni, Favria
“Precari ma pieni di dignità” di GIORGIO CORTESE* dall’Editoriale dei lettori de La Stampa del 7 maggio 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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