“Un impegno per l’Italia” di FRANCO VENTURINI dal Corriere della Sera del 30 aprile 2012

Dobbiamo ribellarci contro l’atroce consuetudine delle stragi di cristiani in molte parti del mondo. Dobbiamo smettere di condannarle senza reagire, di considerarle certo esecrabili ma quasi «normali» in Paesi dove le diversità di religione equivalgono a confini o alimentano inimicizie antiche. I morti della Nigeria e del Kenya devono servire almeno a questo: a rompere la congiura del silenzio, a scavalcare le prudenze diplomatiche, a riconoscere che è in corso una «pulizia anti-cristiana» destinata nel tempo a colpire tutte quelle religioni che rifiutino di piegarsi alle interpretazioni e alle pratiche più fondamentaliste.
I cristiani, certo, vivono un martirio particolare. Perché in Africa sono in fortissima crescita numerica (mentre perdono terreno in Europa e nelle Americhe). Ma anche perché, in Africa e altrove, essi vengono identificati con la civiltà occidentale, con il nemico che la guerra santa deve colpire, con gli alieni che vogliono contagiare e deturpare la purezza della vera fede.
Soltanto partendo da simili premesse è possibile capire la mappa di una strage che diventa infinita. In India i cristiani sono nel mirino tanto degli indù quanto degli islamisti. Nell’Iraq che cerca faticosamente la pacificazione i cristiani hanno versato molto sangue e ora tentano di emigrare in massa. Il Pakistan è ancora scosso dalla condanna a morte di Asia Bibi accusata di blasfemia perché diventata cristiana. Situazioni analoghe sono numerose in Arabia Saudita, in Indonesia, nel Sudan, in Somalia. I copti d’Egitto sono a rischio, come i cristiani di Siria. E l’elenco potrebbe continuare a lungo, fino a giungere alla Nigeria dove i fondamentalisti di Boko Haram terrorizzano i cristiani colpendoli nei luoghi di culto come hanno fatto ieri. Qui non si tratta più di quei conflitti religiosi che da sempre insanguinano la Storia confondendosi con le inimicizie etniche e con le rivalità strategiche. E nemmeno si tratta delle repressioni ideologiche di regime che conosciamo ancora oggi per esempio in Cina. La strage dei cristiani dei giorni nostri ha matrici diverse, moderne, post-ideologiche se pensiamo al comunismo e vicine semmai al «conflitto di civiltà» previsto da Samuel Huntington. Il cristiano è portatore non soltanto della diversità, ma della minaccia sovvertitrice, della «nuova crociata» che Al Qaeda ha giurato di fermare. E per questo merita soltanto la morte.
È vero, le fazioni islamiste radicali che in Africa, in Medio Oriente e in Asia attaccano le minoranze cristiane non vedono oltre il loro criminale fanatismo. Non capiscono che la tolleranza religiosa serve o servirà anche a loro, ignorano i conflitti che già dividono sunniti e sciiti, o Fratelli musulmani e salafiti. Ma nella realtà di oggi non ci si può illudere che i buoni consigli vengano ascoltati. Si deve fare di più. E allora noi crediamo che il governo italiano, da solo o in accordo con gli altri europei, debba darsi una nuova priorità: portare la questione delle persecuzioni dei cristiani al G8 che si riunirà tra meno di venti giorni a Camp David, ottenere in quella sede non una nuova dose di retorica solidarietà per le vittime ma impegni a sollevare energicamente il problema con i governi competenti e talvolta compiacenti. Le stragi dei cristiani, purtroppo, non finiranno per questo. Ma che almeno finisca l’insopportabile silenzio internazionale, e che si tenti concretamente di aiutare chi deve essere libero di credere senza rischiare il martirio.

“Un impegno per l’Italia” di FRANCO VENTURINI dal Corriere della Sera del 30 aprile 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Un impegno per l’Italia” di FRANCO VENTURINI dal Corriere della Sera del 30 aprile 2012

  1. adriano ha detto:

    Non ho particolare simpatia per la nomenklatura dei cattolici, tuttavia trovo ineccepibili le argomentazione dell’articolo: è un pericolo latente.
    Trovo corretto porre la questione in termini di civiltà tenendo bene a mente un aspetto: se l’iniziativa scappasse di mano diventerebbe appannaggio di chi cerca il confronto muscolare anche da questa parte…

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  2. vittorino ha detto:

    egregio Franco Venturini l’articolo del 30 aprile,dovrebbe far capire agli occidentali che si dicono cristiani,o laici che l’ inculumità di tutti loro e delle future generazioni è in pericolo di estinzione ,(già lo diceva Oriana Fallaci)
    il padre abramo di qui si ispirano le due più grandi religioni,sono in conflitto
    dal 500 dc.e l’odio di qui,questi sono cresciuti ci distruggerà,io spero non sia così,per i nostri figli e nipoti e generazioni future.
    vittorino (nato a schio vi nel 1930)

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