“Il potere impermeabile come vetro colorato” di Beppe Severgnini dal Corriere della Sera del 26 aprile 2012

Tempi strani: l’Italia è alla vigilia di qualcosa, il problema è che non si capisce cosa. In questo pigro 25 aprile, reso remoto dalle nostre amnesie, leggo, vedo e ascolto le ripetute dichiarazioni di Roberto Formigoni, impegnato a spiegare ciò che per noi resta inspiegabile: e mi prende la malinconia. Non rabbia, non indignazione, non solidarietà (come forse vorrebbe lui). Oggi, malinconia.
Malinconia per un potere incapace di distinguere tra fisiologia e patologia (trattandosi di denari della Sanità, uno se l’aspetta, no?). Malinconia per una classe dirigente che, una volta ancora, non capisce — o finge per non capire — un concetto tanto evidente da sembrare banale: in attesa di conoscere la responsabilità giudiziaria, occorre prendersi la responsabilità politica, civile e morale. Niente: esiste un potere impermeabile a tutto questo. Se usa vessilli cristiani, poi, è ancora più triste. Il fatto — oggettivo — che montagne di denaro pubblico siano evaporate, quando le famiglie italiane si tengono stretti i 1.500 euro al mese, è irrilevante. I compagni di strada non contano; i metodi utilizzati, nemmeno. L’importante è la meta! ci sentiamo ripetere. Ma neppure Machiavelli ha scritto la frase «il fine giustifica i mezzi»: figuriamoci Gesù Cristo.
«Anche lui ha sbagliato collaboratori», ci sentiamo dire. Una chiamata di correo che lascia senza fiato. Ma ormai in Italia la religione è diventata, per molti, una tessera, una clava e una chiave: utile per riconoscere gli amici, tener lontani i nemici ed entrare dove serve. E poi qualcuno si stupisce delle chiese vuote?
Conosco Formigoni, l’ho intervistato in due o tre occasioni: erano i tempi apparentemente sobri in cui le passioni restavano nascoste sotto la barba e un vestito grigio. Gli ho sempre riconosciuto un tratto vagamente clintoniano: la capacità di combinare cinismo e seduzione, fantasia e pedanteria, chiacchiere e convinzione. Non so cosa gli sia successo. Sospetto sia un effetto collaterale del potere, che porta a vedere la realtà attraverso un vetro colorato (come certe giacche). Chi sostiene che quattro mandati — dovunque e comunque — siano deleteri, ha ragione.
Ministri, presidenti e governatori — dalla Germania agli Usa, dalla Gran Bretagna alla Francia — si sono dimessi per vicende ben più veniali. In Italia la carica è l’ultima trincea: il presidente lombardo Formigoni, in questo, non è diverso da tanti parlamentari nazionali. L’opinione pubblica, fino a poco tempo fa, aveva un’indignazione faziosa: scattava solo verso l’avversario. Oggi la gente ha capito: amici e avversari respirano uniti sotto la maschera del potere. Non tutti, certo: ma troppi.
Non mi aspetto una risposta da Roberto Formigoni. Se arrivasse, temo sarebbe una litania avvocatesca di non c’entro, non c’ero, non conosco, non ricordo e non tengo ricevute. Invece c’era eccome, al vertice della più importante e ricca regione d’Italia; e, come minimo, non ha saputo impedire che avvenissero cose gravissime. Ma questo il Celeste non lo capisce. Ecco perché a noi terrestri viene tanta malinconia.
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“Il potere impermeabile come vetro colorato” di Beppe Severgnini dal Corriere della Sera del 26 aprile 2012

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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2 risposte a “Il potere impermeabile come vetro colorato” di Beppe Severgnini dal Corriere della Sera del 26 aprile 2012

  1. adriano ha detto:

    Un pezzo davvero bello questo di Beppe Severgnini. Ispirato da sentrimenti che dovrebbero cosituire il cemento di quest Italia smarrita.

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  2. Michele Scarrone ha detto:

    Grazie a Severgnini…..Confido che gli Italiani passino dalla malinconia all’indignazione attiva!

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