“Se la cultura è la prima urgenza. La scommessa del ministro Fornero” di Paolo Conti dal Corriere della Sera del 23 aprile 2012

«Spesso nelle famiglie il desiderio di farsi la casa è forse più forte di costruire capitale umano a favore dei figli», ha detto Elsa Fornero parlando a Torino sabato scorso alla prima Conferenza regionale sulla scuola organizzata dalla Conferenza Episcopale. Il ministro del Lavoro ha aggiunto altri argomenti: «La priorità va invertita. Lasciare la casa ai figli è importante ma quello che bisogna lasciare ai figli è una struttura della conoscenza e flessibilità mentale, una propensione al cambiamento che solo la formazione può dare. Qualche volta, anche per difficoltà finanziarie, si sacrifica l’educazione dei figli pur di arrivare prima alla casa».
Conoscenza. Istruzione. Educazione. Formazione. Parole-chiave distrutte negli ultimi anni dall’imposizione di un modello di successo televisivo, basato sull’immagine e non sulla sostanza, virtuale e destinato ad autodistruggersi. Il primo a disperarsi, quando nacque Il Grande Fratello, fu Ettore Bernabei: «I giovani imparano che la via verso il successo è fatta di volgarità e di nulla».
Lo trattarono come un vecchio nostalgico: aveva più che ragione. Oggi Elsa Fornero arriva a conclusioni lontanissime dalla trasmissione e vicine a Bernabei. Meglio studiare e diventare intellettualmente forti, strutturati, competitivi che ereditare una casa. Non è solo questione di valori, fa capire il ministro, ma anche di scenari futuri: cultura significa agilità mentale, adattabilità al mutamento. I nostri figli non avranno mai il quadro di certezze sociali che caratterizzò l’Italia del dopoguerra. L’unico modo per sopravvivere sarà saper decodificare una realtà che muta letteralmente ogni giorno. E alla fine può bastare una casa a un giovane condannato dalla propria ignoranza alla marginalità?
Finalmente un ministro che parla della «necessità sociale» della cultura. Francesco Profumo chiede da tempo che l’istruzione torni ai primi punti dell’agenda del governo. Aggiungiamoci il Patrimonio culturale e sarebbe una scommessa fantastica. Anzi, una rivoluzione.

“Se la cultura è la prima urgenza. La scommessa del ministro Fornero” di Paolo Conti dal Corriere della Sera del 23 aprile 2012

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Informazioni su QuintoStato

Corro, leggo, scrivo, racconto. Negli anni ho svolto un percorso che ha intrecciato attività politica, professionale, didattica e di ricerca. Laureato nel 1997 in Storia contemporanea a Bologna, ho conseguito successivamente il dottorato in Storia Costituzionale e Amministrativa presso l’ateneo di Pavia e svolto attività di ricerca per l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ho pubblicato cinque monografie, curato volumi, mostre e allestimenti museali sulla storia del Novecento e pubblicato una ventina di saggi e articoli su riviste scientifiche e annali di storia contemporanea. Sono autore di spettacoli teatrali e history telling. Sono dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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Una risposta a “Se la cultura è la prima urgenza. La scommessa del ministro Fornero” di Paolo Conti dal Corriere della Sera del 23 aprile 2012

  1. Oscar ha detto:

    Se sai sei!
    Se sai hai!

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