“Terza domenica di Quaresima 2.0” di Giovanni Taurasi

Continua il digiuno da FaceBook, ormai giunto al 19° giorno, ed anche le tentazioni sono sempre più insistenti. Questa settimana mi è arrivato via mail perfino l’invito ad aderire a un altro social network: Plunk.it. Una sorta di invito alla conversione. La pubblicità recitava “Il nuovo social network italiano che ti permette di conoscere tanti ragazzi e ragazze della tua città. Il rivale di FB Made in Italy”… ci mancherebbe altro. Così passo dalla padella alla brace. La coincidenza di questo invio mi lascia però perplesso.
Possibile che mi arrivi una promozione di questo tipo proprio mentre digiuno da settimane da FB? Crescono i miei sentimenti di ostilità nei confronti del potere di controllo del web sulle nostre azioni.
FB ormai sta diventato più selvaggio del vecchio West – il proprietario di una pizzeria di Jesolo ha lanciato perfino un appello sul social network di Zuck, pubblicando il video del furto subito di un computer per farsi giustizia da solo – ma devo ammettere che mi manca e vivo momenti di profonda depressione digitale. Tuttavia il digiuno 2.0 mi ha fatto anche riscoprire altri piacere, a partire da quello della lettura. Da pochi giorni sono immerso in un intrigante eco-noir (non so se esista tale categoria, ma non saprei come altro definirlo), che mi è stato inviato da un amico del blog, Mario Aloe (gestire un blog a volte consente anche dei privilegi).
Il romanzo è intitolato semplicemente ‘Rosso’ (Edizioni Albatros, Roma, 2011) e racconta la storia di un’indagine giornalistica sui rifiuti tossici che attraversano il Mediterraneo a bordo di navi che fanno la spola con l’Africa. Sono espliciti i riferimenti ad avvenimenti reali della nostra storia recente, a fatti di cronaca, a storie di criminalità organizzata e mafie, a scandali e omicidi misteriosi. Riferimenti che restituiscono al romanzo la sua dimensione civile e di denuncia politica.
La rotta del romanzo d’inchiesta di Aloe viaggia parallela a quella della cronaca italiana che ha riguardato il traffico di rifiuti tossici e radioattivi nei nostri mari. I nomi di cargos come Zanoobia e Karen B rievocano ricordi di traffici loschi e la storia delle navi che trasportavano rifiuti tossici colate a picco nel Mediterraneo si staglia sullo sfondo del racconto. Non è un caso che l’autore sia cosentino: le coste Calabresi sono risultate in più occasioni al centro di questo traffico illecito, come dimostra la vicenda del Jolly Rosso. Aloe, alla sua prima opera – alla quale speriamo ne seguano altre, vista la capacità con cui padroneggia una scrittura scorrevole ed intrigante – racconta una storia, per riprendere l’espressione di uno dei protagonisti, che “puzza, puzza più dell’immondizia bruciata”.
(continua…) GT

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013. Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca per l'Univerità di Modena e Reggio Emilia ed enti pubblici e privati. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente della Regione Emilia-Romagna.
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