“Rupe Tarpea”, di Massimo Gramellini

Dal Buongiorno di Massimo Gramellini, La Stampa del 30 settembre 2010

«Prima della didattica viene la genetica», sentenzia un professore del Conservatorio di Milano su Facebook, la piazza di Internet dove si chiacchiera con le dita e spesso si straparla, anzi si strascrive. «Prima della didattica viene la genetica» e quindi ha proprio ragione quell’assessore di Chieri che a scuola vuol separare i bambini disabili dai «normali». Per quanto la soluzione ottimale sia ancora un’altra: «Alla Rupe Tarpea bisognerebbe tornare», rievoca nostalgico il prof, «perché stiamo decadendo geneticamente e una pseudoscienza senza bussole fa campare persone che non dovrebbero». Guai a dargli del nazista («cosa che non sono») o del razzista («inconcepibile»). Lui è «una persona che ragiona liberamente» e, ragionando ragionando, scrive: «Prima della didattica viene la genetica».

Che peccato. Perché se invece fosse venuta prima la didattica, durante il suo lungo corso di studi il professore avrebbe imparato che dalla Rupe Tarpea i romani non gettavano i disabili, ma i traditori della patria. Era a Sparta che selezionavano la razza abbandonandone i frutti meno ortodossi sul monte Taigete. E poiché la cultura è come le ciliegie e ogni nozione se ne tira dietro un’altra, il prof avrebbe potuto riflettere sul destino singolare degli spartani, che – unici nel mondo greco – non hanno lasciato all’umanità uno scultore, un architetto, un filosofo, un musicista. Non sarà che, a furia di «spuntare» quelli che ritenevano imperfetti, si ritrovarono con una massa di bietoloni allergici al nuovo e al diverso come certi contemporanei?

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Informazioni su QuintoStato

Giovanni Taurasi vive a Carpi (MO). Laureato in Storia contemporanea a Bologna, ha conseguito nel 2002 il dottorato di ricerca presso l’Università di Pavia e svolto attività di ricerca. All’attivo ha una trentina di pubblicazioni, tra cui cinque volumi monografici sulla storia del '900, curatele di volumi, mostre, saggi e articoli su riviste di storia. Dipendente pubblico, è stato Consigliere comunale a Carpi dal 1995 al 2004 e di nuovo dal 2009. Attualmente è Presidente del Consiglio comunale di Carpi e Presidente dell'Assemblea e della Direzione provinciale del PD modenese. Fa parte dell'Assemblea Nazionale del PD eletta l'8 dicembre 2013.
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4 risposte a “Rupe Tarpea”, di Massimo Gramellini

  1. Paolo Sizzi ha detto:

    Una società pura, sana, ariana, deve stare al passo col più forte: ebrei, meticci, allogeni, sodomiti, mongoloidi, italiani etnici (terroni) sono una zavorra che annichilisce la perfezione e deturpa la qualità iperborea del Bianco normodotato ed eterosessuale.

    • Uno qualunque ha detto:

      Sizzi, sei anche qui a scrivere le tue corbellerie?
      Non t’è bastato che la Polizia Postale t’abbia denunciato per istigazione all’odio razziale e vilipendio della figura del Presidente della Repubblica? Non t’è bastata aver dovuto chiudere 2 blog diversi per paura della denuncia? Non t’è bastato avere una perquisizione alle 6:30, senza preavviso, a casina tua? Evidentemente no, ma pazienza. Io ho la coscienza pulita, sei tu quello nella merda fino al collo. Speriamo ti facciano un **** così.
      Comunque, attendendo che la giustizia ti condanni, (perchè tanto SARAI condannato, questo lo sai: le atrocità che scrivi tu non possono passare impunite), ti auguro di avere ** (“ARIANO” UN PAJO DI **!!! :-DDD), o tutte queste cose assieme. E se **, auguro a **.
      Forse così capirai qualcosa, malato ** che non sei altro, ed imparerai (forse) a rispettare gli altri.

  2. giovannitaurasi ha detto:

    Ho inserito con qualche censura il commento di “Uno qualunque”, togliendo le offese. Il commento ci aggiorna così su chi è questo Sizzi. Su cosa scriva nel suo blog e su cosa abbia scritto su questo mi sono già espresso (clicca qui).
    Apprendo con piacere che la polizia postale è intervenuta.
    GT

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