Archivi tag: Università

“STUDENTI IN FUGA DALLE UNIVERSITÀ” di TITO BOERI da La Repubblica del 1 febbraio 2013

Fuga dalle università 60 mila studenti in meno

L’UNIVERSITÀ italiana si sta svuotando. Proprio mentre la crisi dovrebbe stimolare, come nel resto dei Paesi Ocse, un incremento degli investimenti in istruzione, dato che costa meno studiare quando non c’è lavoro, dunque il tempo dedicato allo studio non viene sottratto ad attività che potrebbero generare un reddito. Continua a leggere

“Per ritrovare fiducia nel futuro bisogna cominciare dalle università” di IVAN LO BELLO dal Corriere della Sera del 14 dicembre 2012

Caro direttore, in Italia spendiamo ogni anno 9,4 miliardi di euro per le baby pensioni, mentre per il finanziamento delle università solo 7 miliardi. È evidente che l’Italia non investe sul futuro. Continua a leggere

“Se i poveri pagano l’università ai ricchi” di ANDREA ICHINO e DANIELE TERLIZZESE dal Corriere della Sera del 10 dicembre 2012

La campagna elettorale è di fatto aperta. La nostra speranza è che l’università sia al centro del dibattito, per le sue implicazioni riguardanti la crescita e l’equità sociale. Continua a leggere

“La bussola che manca ai test universitari” di WALTER PASSERINI da La Stampa del 4 settembre 2012

Più che l’apprendimento nozionistico, dovrebbero misurare la motivazione a imparare

Una lotteria, una roulette, un gratta e vinci. Da qualche tempo a questa parte, nei primi giorni di settembre, insieme alla vendemmia, si celebra il rito dei test universitari. Beati i primi, perché agli ultimi saranno riservati i posti di serie B, recita un mantra di moda. Ma è proprio così? Continua a leggere

“Se la cultura è la prima urgenza. La scommessa del ministro Fornero” di Paolo Conti dal Corriere della Sera del 23 aprile 2012

«Spesso nelle famiglie il desiderio di farsi la casa è forse più forte di costruire capitale umano a favore dei figli», ha detto Elsa Fornero parlando a Torino sabato scorso alla prima Conferenza regionale sulla scuola organizzata dalla Conferenza Episcopale. Il ministro del Lavoro ha aggiunto altri argomenti: «La priorità va invertita. Continua a leggere

“Profumo nella palude dell´Università” di TITO BOERI da La Repubblica del 15 marzo 2012

Un tecnico al governo diventa inevitabilmente un politico. Ma dovrebbe essere un politico che non ha l´ansia di essere rieletto. Che perciò guarda molto più in là delle prossime elezioni, preoccupandosi di lasciare in eredità al Paese riforme che daranno i loro frutti fra cinque, dieci, anche vent´anni. Continua a leggere

“L’Italia non sa dare valore ai suoi laureati” di IRENE TINAGLI da La Stampa del 7 marzo 2012

Per tutti quelli che da tempo si accalorano nel dire quanto inutile sia la nostra università, gli ultimi dati dell’indagine Almalaurea potrebbero sembrare una conferma delle loro opinioni. Aumenta infatti il tasso di disoccupazione a un anno dalla laurea, sia per coloro che escono dalla triennale (dal 16% al 19%) che per quelli che hanno intrapreso la specialistica (dal 18% al 20%). Continua a leggere

“Il mestiere del futuro? Il risolviproblemi” di Walter Passerini da La Stampa del 28 febbraio 2012

Secondo la strategia europea, nel 2020 dovremo avere il 40 per cento dei trenta-trentaquattrenni laureati o con istruzione universitaria. Francia e Regno Unito ci sono già arrivati. La media Ue è al 33 per cento. L’Italia dovrà conquistare un punto in più per ogni anno, per arrivare al 27% programmato, visto che ora siamo sotto il 20%. Continua a leggere

“Il ruolo del sapere” di WALTER PASSERINI da La Stampa del 28 gennaio 2012

Si sa quanto Mario Monti sia «sgombro da pregiudizi ideologici» e sia incline all’approfondimento come freno al decisionismo, ma il suo «orientamento a superare il simbolismo» del valore legale dei titoli di studio e della laurea nulla ha potuto, per ora. Continua a leggere

“Capaci di formare bravi ricercatori ma non sappiamo evitarne la fuga” di Giovanni Belardelli dal Corriere della Sera del 28 dicembre 2011

Circa il 7% dei nostri dottori di ricerca (quasi 1.300 persone) va a lavorare all’estero.
La notizia si ricava da un’indagine condotta dall’Istat su un campione di oltre 18 mila giovani che hanno terminato il dottorato nel 2004 e nel 2006. È un dato che ci dice qualcosa di molto serio, cioè che il sistema universitario italiano spende somme non indifferenti per organizzare la formazione di alto livello dei giovani, appunto con i dottorati di ricerca. Continua a leggere

“L’ITALIA CHE NON INVESTE IN RICERCA BOCCIATA DALLE CLASSIFICHE EUROPEE”, di Luigi Offeddu

Luigi Offeddu dal Corriere della Sera del 1 agosto 2011

Se è vera la formuletta, allora siamo fritti: «Chi più scopre, più cresce e meglio vive» . Traduzione: la buona salute economica di un Paese si misura anche da quanti sono i suoi inventori e ricercatori, da quante risorse lo Stato dedica alla ricerca scientifica e allo sviluppo tecnologico. Perché davanti a certe ultime statistiche dell’Unione Europea, la formuletta diventa veleno. Continua a leggere

“TAGLIARE E’ UN OBBLIGO, SULLA SCUOLA UN DELITTO”, di MAURIZIO FERRERA

MAURIZIO FERRERA dal Corriere della Sera del 23 giugno 2011
Alla scuola servono incentivi, non tagli

La crisi greca sta mettendo a dura prova la tenuta dell’Unione Europea. Il pericolo immediato è il default del debito sovrano di Atene. Ma la vera sfida è più generale e riguarda tutti: come conciliare stabilità delle finanze pubbliche, crescita economica e coesione sociale dopo la grande crisi? La nuova architettura di governance messa a punto negli ultimi mesi affida la gestione della stabilità alle autorità sovranazionali, in base a regole molto stringenti. Continua a leggere

“SE I GIOVANI FUGGONO DALLE UNIVERSITÀ”, di Tito Boeri

TITO BOERI da La Repubblica del 23 marzo 2011

Il ministro dell´Istruzione, Università e Ricerca è intervenuta più volte nelle ultime settimane sui mass media. In nessuna di queste occasioni ha ritenuto di commentare i dati sul forte calo delle immatricolazioni alle università italiane nel 2011-12. È un silenzio molto eloquente. Assieme ai suoi colleghi di governo, sembra intenzionata ad assecondare il disinvestimento in capitale umano che il nostro Paese sta inconsapevolmente compiendo. Continua a leggere

“PIÙ QUALIFICATI MA MENO OCCUPATI QUELLE COMPETENZE DA CAMBIARE”, di Carlo Formenti

Carlo Formenti dal Corriere della Sera del 10 marzo 2011

Il calo delle iscrizioni all’università italiana rilancia le preoccupazioni in merito alla nostra incapacità di formare un numero sufficiente di lavoratori attrezzati per l’economia del futuro, sempre più affamata di cervelli. Ma questa fame esiste davvero? A giudicare dal tasso di disoccupazione dei neolaureati è lecito dubitarne, almeno per il presente e, secondo alcuni economisti che parlano di sovrainvestimento in capitale intellettuale, il dubbio vale anche per il futuro. Continua a leggere

“STUDIARE È PIÙ UTILE CHE MAI”, di Irene Tinagli

IRENE TINAGLI da La Stampa del 9 marzo 2011

E’ già abbastanza difficile essere giovani e prendere decisioni sul proprio futuro. Lo è ancora di più in contesti in cui si ricevono informazioni confuse, superficiali, o addirittura sbagliate. Questo è, purtroppo, il contesto in cui vivono e devono prendere decisioni i giovani italiani. Un contesto incapace di guidarli ed informarli adeguatamente: solo così si spiega il significativo calo delle iscrizioni all’Università segnalato dagli ultimi dati Almalaurea. Continua a leggere

Merito e saperi

Il Post successivo con l’intervento di Alesina sul Sole di oggi mi ha indotto a riproporre una riflessione sullo stato di salute dell’Università nel nostro Paese che, anche dopo l’approvazione del Ddl Gelmini, non è destinato a migliorare (anzi, in conseguenza dei tagli del Governo, la situazione purtroppo peggiorerà ulteriormente). Partendo da una riflessione di carratere generale sul merito e il senso di comunità, Alesina ricorda l’interessante volume di Perotti, L’università truccata. Segnalo anche il libro Un paese di baroni, Ed. Chiarelettere, di Davide Carlucci e Antonio Castaldo. Continua a leggere

“L’arroganza sconfitta”, di Stefano Rodotà

STEFANO RODOTÀ da La Repubblica del 31 dicembre 2010

L´anno si chiude con un significativo segnale istituzionale e civile. Il presidente della Repubblica ha firmato la legge sull´università (non oso definirla “riforma”), e ciò conferma il suo scrupolo nell´esercizio del delicatissimo potere di dare il definitivo via libera alle leggi, sottolineando che nel testo approvato dal Parlamento non ha ravvisato «motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere». Ha, però, accompagnato questa sua decisione con una lettera al presidente del Consiglio nella quale non solo si mette in evidenza che nella legge sono presenti “criticità” che dovranno essere affrontate e risolte, ma si richiama il governo all´osservanza di ordini del giorno approvati dal Senato «contenenti precise indicazioni anche integrative» su contenuti e risorse. Continua a leggere

“Quei ragazzi inascoltati”, di Nadia Urbinati

NADIA URBINATI da La Repubblica del 22 dicembre 2010

Da settimane gli studenti sono i protagonisti della politica che non c´è, testimoni di una relazione interrotta tra partecipazione e istituzioni senza la quale la democrazia si fa dominio degli apparati contro la cittadinanza attiva. La dialettica sfiducia-consenso che sta alla base del governo rappresentativo è vitale perché le istituzioni non si chiudano al sentire della società, che si esprime anche attraverso il dissenso e le manifestazioni di piazza. Continua a leggere

“L´amaca”, di Michele Serra del 21 dicembre 2010

MICHELE SERRA da L’Amaca di Repubblica del 21 dicembre 2010

Domani tutti i nostri sguardi saranno puntati sulla manifestazione romana degli studenti, dei precari, dei ricercatori, in una sola parole dei giovani. Che sono compressi nella condizione dura, e innaturale, di non potere crescere economicamente e socialmente, con la prospettiva di campare da ragazzi, e di contare da ragazzi, anche quando saranno grandi. Continua a leggere

“Puntare sulle alte tecnologie è il futuro della nostra economia”, di Giulio Sapelli

GIULIO SAPELLI*, dal Corriere della Sera del 14 dicembre 2010

E’ urgente porsi la questione di come ricostituire la nostra economia, con la consapevolezza che probabilmente siamo giunti a un punto di non ritorno: a una recessione della produzione e dei servizi avanzati, all’industria che può mettere in pericolo l’esistenza stessa del patrimonio industriale di questo Paese, che è uno dei più importanti punti di riferimento manufatturieri d’Europa. L’Italia ha potuto salire alla posizione occupata nell’equilibrio instabile di potenza mondiale per via di sforzi inauditi che sono stati compiuti grazie a quattro fasci di forze economico-culturali alla cui estinzione in parte oggi assistiamo. Continua a leggere

“Quest’Italia che lascia sprofondare i giovani nella sfiducia e nell’inerzia”, di Tullio Gregory

Tullio Gregory dal Corriere della Sera dell’8 dicembre 2010

Forse il 44˚Rapporto Censis sulla situazione sociale dell’Italia è il più drammatico fra quelli degli ultimi anni: un’analisi spietata di un sistema Paese, appiattito per «la fatica di vivere», attraversato da «sensazioni di fragilità sia personali che di massa»; Paese che «frana in basso», senza più «archetipi, ideali, figure di riferimento», caratterizzato dal prevalere ovunque dell’ «indistinto» («società non solo liquida ma ancor più decisamente indistinta»), ove sembra trionfare «una diffusa ed inquietante sregolazione delle pulsioni e dei comportamenti individuali», un «deserto» senza luce, un «vuoto morale e psicologico insieme», nella radicale «insicurezza» che è «il vero virus che opera nella realtà sociale di questi anni».
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“Gli aiutini per legge a mister Cepu e alle casse dei partiti”, di Sergio Rizzo

Sergio Rizzo dal Corriere della Sera del 2 dicembre 2010

Non è vero che con la riforma dell’università ci rimettono tutti. C’è qualcuno che ci guadagna: sono gli atenei «telematici», le università che laureano a distanza, le quali potranno accedere alla quota di fondi destinata agli istituti non statali «in base al merito». Non una distribuzione a pioggia, sia chiaro. Deciderà il ministero, sulla base delle indicazioni di «consulenti». Ma che questa sia altra benzina sul fuoco non c’è ombra di dubbio. Anche perché, dice Walter Tocci, dal ministro Mariastella Gelmini starebbe arrivando un altro «regaluccio» a queste università. Continua a leggere

Università tre pareri a confronto: Carlo Galli, Irene Tinagli… ed Emilio Giannelli

Sulla ‘riforma’ dell’Università approvata a maggioranza dalla Camera ieri, propongo come articolo(i) del giorno di oggi due pareri contrapposti: L’istruzione precaria di Giorgio Galli da la Repubblica del 1° dicembre 2010 e Gli scontri che rovinano le riforme di Irene Tinagli da La Stampa del 1° dicembre 2010. Io, da ex precario (ex solo perchè ormai sono stanco di fare concorsi farsa e volontariato accademico con contratti risibili) condivido quello di Galli e la vignetta di Giannelli tratta dal Corriere della Sera del 1° dicembre 2010.
GT

dal Corriere della Sera del 1° dicembre 2010

“L´istruzione precaria. Lezioni di propaganda”, di CARLO GALLI da La Repubblica del 1° dicembre 2010

La via crucis della riforma Gelmini è terminata, con la sua approvazione alla Camera. Non è una riforma epocale, come sostiene la ministra, se non per le modalità con cui il Palazzo l´ha varata, contro la protesta – questa sì nuova, per l´imponenza della mobilitazione giovanile, macchiata da qualche violenza dei centri sociali – che ha pesantemente interessato le città del nord, del centro, del sud. Una riforma che passa con i voti in aula e, nelle piazze, con i colpi di manganello e di lacrimogeni, reali e simbolici. Altro non è, infatti, l´affermazione di Berlusconi che i giovani per bene sono quelli che stanno a casa a studiare, uno stereotipo reazionario dei tempi del Sessantotto, per di più sulla bocca di chi pare frequentare abitualmente non la gioventù studiosa, quanto piuttosto quella avvenente e compiacente. Continua a leggere

“Solo la ricerca ci regala il futuro”, di Aldo Schiavone

Aldo Schiavone da La Repubblica del 15 ottobre 2010

C´è una logica implacabile all´opera, nella decisione del ministro Tremonti di negare i fondi per le carriere dei ricercatori universitari, e con questo di mettere in crisi l´intera riforma Gelmini. Ed è la medesima logica che affiora nella battuta da lui appena pronunciata – e mai, credo, smentita: «La cultura non si mangia». Continua a leggere

“Salviamo l’Università, tutti insieme, vendendo le frequenze televisive”, di Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani, dal Corriere della Sera del 14 ottobre 2010

Caro direttore, spesso tra le parole e i fatti c’è un abisso. Il governo ne ha dato tante prove ma si è proprio superato con il disegno di legge sull’università. È stato presentato come il trionfo della meritocrazia. Avrebbe il nostro plauso se davvero fosse così. Noi stessi siamo interessati ad introdurre innovazioni anche dopo la nostra stessa esperienza di governo. La realtà è purtroppo ben diversa. Continua a leggere