Archivi tag: Memoria

“Quel muro che non dobbiamo dimenticare” di Giovanni Taurasi

Oggi ricorre il 23° anniversario della caduta del Muro di Berlino. Quest’anno l’anniversario è stato trascurato dai media e dalla politica. Eppure dovrebbe essere considerata una delle date fondative della nuova Europa. Ci tengo invece a ricordarlo anche per ragioni personali. Era il 1989. I miei ricordi quello straordinario anno sono ancora molto vivi. Continua a leggere

“Ultima fermata Dallas” di Massimo Gramellini da La Stampa del 26 ottobre 2012

Dopo Silvio, anche J. R. ha fatto un passo indietro, precipitando in un burrone di sbadigli che ha costretto Canale 5 a sospendere la nuova serie di Dallas già alla seconda puntata. Ogni tanto la vita sa offrire coincidenze ineffabili. Continua a leggere

“Il fuoco del Concilio arde ancora” di Enzo Bianchi da La Stampa del 14 ottobre 2012

Gli eventi strettamente legati al Concilio Vaticano II – e simbolicamente rappresentativi dell’insieme dei lavori, di tutto il travaglio precedente e della sua portata universale – occupano un periodo di tempo di sette anni, dall’annuncio ad opera di papa Giovanni il 25 gennaio 1959, alla solenne apertura l’11 ottobre 1962, fino alla conclusione presieduta da Paolo VI l’8 dicembre 1965. Continua a leggere

“Simbolo della riunificazione d’Italia” di EMANUELE MACALUSO da L’Unità del 25 maggio 2012

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NEL SUO DISCORSO IN OCCASIONE DEL PRIMO MAGGIO SOTTOLINEÒ IL FATTO CHE I SINDACATI, NEL CELEBRARE L’EVENTO, AVEVANO SCELTO QUESTE PAROLE: «LA SPERANZA, LA PASSIONE, IL FUTURO». Ebbene, posso testimoniare che quelle parole erano nella mente e nel cuore di Placido Rizzotto e, con lui, di tanti contadini che, come lui, avevano fatto la guerra, e, con i loro padri, avevano «fame di terra e sete di giustizia». Continua a leggere

Capaci di ricordare

Esattamente 20 anni fa alle ore 17:56’:48’’ del 23 maggio 1992. Anche se il pensiero è rivolto ai terremotati della bassa modenese e alle condizioni nelle quali si trovano, dobbiamo essere Capaci di ricordare!

“La domanda a cui Curcio non risponde” di AGNESE MORO da La Stampa del 13 maggio 2012

Sono molte le domande che la vicenda del ferimento del dirigente dell’Ansaldo Roberto Adinolfi porta con sé. La prima: si poteva prevedere e prevenire questo drammatico episodio? E poi: a quali risultati hanno portato dieci anni di indagini sulla Federazione Anarchica Informale? Cosa si sta facendo per proteggere coloro che rischiano di essere i prossimi obiettivi? Continua a leggere

“MAI COSÌ GRANDE IL DIVARIO NORD-SUD” di GIORGIO RUFFOLO da La Repubblica del 22 aprile 2012

«Non è possibile accettare che il foraggio destinato all´allevamento di cavalli di razza venga versato direttamente a ratti zoccole e pantegane che si mangiano poi anche i cavalli». Così Luciano Cafagna stigmatizzava lo scempio dei trasferimenti di risorse destinati al Mezzogiorno negli ultimi decenni. Continua a leggere

“La verità storica non basta lo Stato apra i suoi archivi”, di MICHELE BRAMBILLA da La Stampa del 15 aprile 2012

Milani della Casa della Memoria: “Ridicolo che a pagare saremo noi”

Il presidente ha appena finito di leggere la sentenza e nell’aula della Corte di assise di appello Manlio Milani è fermo in piedi, in silenzio, lo sguardo fisso nel vuoto, le mani giunte come fosse in preghiera. Ha 73 anni e da 38 si batte perché vengano assicurati alla giustizia i mostri che si portarono via sua moglie, Livia Bottardi, che di anni ne aveva 32. «Partecipai alla prima manifestazione un mese dopo la strage, a Carrara – racconta – Da allora non ho mai smesso di fare tutto il possibile per arrivare alla verità». Dieci anni fa ha fondato, con altri, la Casa della memoria. Continua a leggere

“La tutela e il peso della memoria” di AGNESE MORO da La Stampa del febbraio 2012

Nei giorni scorsi una sorprendente richiesta è stata avanzata al Centro di documentazione Archivio Flamigni di Roma, che raccoglie molte memorie sugli anni del terrorismo e delle stragi. Un ex terrorista che partecipò alla lotta armata negli Anni Settanta ha chiesto, tramite il suo avvocato, di cancellare dall’archivio tutto ciò che riguarda le vicende che lo coinvolsero e per le quali venne condannato e ha scontato la sua pena. Tutto questo apre due importanti filoni di riflessione. Continua a leggere

“UNA VITA DA GIORNALISTA. Bocca, il cronista dell’Italia liberata dalla Resistenza al nuovo millennio” di FABRIZIO RAVELLI da Repubblica.it del 25 dicembre 2011

“NELL’ITALIA liberata prima ci disarmarono, parlo di noi partigiani, e poi ci chiesero di tenere in qualche modo in piedi la baracca dello Stato. A me, che avevo comandato una divisione di Giustizia e Libertà, offrirono, a scelta, un posto da vicequestore o da sindaco. Dissi che preferivo un posto da giornalista a GL, l’edizione torinese di Italia Libera, il quotidiano del Partito d’Azione a Torino”. Nel fiume sterminato della vita professionale di Giorgio Bocca è raro trovare lezioni di uno che si impanca a maestro di giornalismo. C’è questo momento fondamentale: il partigiano Bocca che, deposte a forza le armi, decide che per “tenere in piedi la baracca” c’era di meglio che buttarsi in politica. Continua a leggere

“UN PADRE EUROPEO” di SANDRO VIOLA da La Repubblica del 19 dicembre 2011

Dal carcere duro alla presidenza l´intellettuale prestato al potere che restituì Praga all´Occidente

Vaclav Havel, Praga 1989

DIFFICILE dire quanti sono, se pochi o molti, gli europei che sentiranno il vuoto lasciato dalla morte di Vaclav Havel. Di certo, l´Europa laica e liberale ha perduto un personaggio che negli ultimi vent´anni aveva rappresentato un costante punto di riferimento. Non era restato che lui, infatti, a incarnare un modello nuovo di statista. Continua a leggere

“Bruno Losi, un secolo dopo. Un comunista italiano nel Novecento”, di Giovanni Taurasi

Losi parla ai cittadini dal balcone del Municipio nell'immediato dopoguerra


I frequentatori del blog mi consentiranno un po’ di campanilismo per raccontare una storia locale che ha a che fare con la storia collettiva di milioni di persone. In occasione del centenario della nascita di Bruno Losi, nato a Limidi di Soliera il 20 novembre 1911, il Comune di Carpi ha reso omaggio stamane al Sindaco più longevo della sua storia – Losi è stato alla guida delle giunte carpigiane dalla Liberazione al 1970 – e a uno degli amministratori pubblici più popolari del Novecento modenese. Abbiamo ricordato in Municipio la sua figura, sinteticamente ricostruita attraverso le tappe più significative del suo lungo e intenso itinerario biografico: l’adesione all’antifascismo negli anni del regime, pagata duramente con anni di galera, la lotta di Resistenza, la lunga esperienza di Sindaco di Carpi, la più breve esperienza di amministratore provinciale e poi di Sindaco di Montese. Ai presenti è stato distribuito un opuscolo che ricostruisce la sua biografia politica con contributi del sottoscritto, di Claudio Silingardi, Walter Bellisi e Marika Losi (per gli interessati, di seguito il testo del mio contributo relativo alla sua esperienza amministrativa).
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“Le convulsioni di un’epoca che finisce” di PAOLO FRANCHI dal Corriere della Sera del 14 novembre 2011

Giannelli dal Corriere della Sera del 14 novembre 2011

Se ci sei, batti un colpo. Correva l’anno 1944, e così titolava (provocatoriamente, e anche coraggiosamente) il suo editoriale un fascista sui generis, il direttore della Stampa Concetto Pettinato. Lo spirito evocato perché finalmente tornasse a manifestarsi era, si capisce, quello del duce. Che in effetti, seppure a qualche mese di distanza, si manifestò a Milano, al teatro Lirico. Fece un discorso importante, riscaldò il cuore intirizzito dei suoi, ebbe un successo imprevisto e imprevedibile. Destinato a durare, però, solo pochi giorni: difendere «con le unghie e con i denti la valle del Po» era impresa patentemente impossibile. Continua a leggere

Gli indignados non sono untori La politica riparta dall’eguaglianza (MASSIMO MUCCHETTI)

di MASSIMO MUCCHETTI dal Corriere della Sera del 20 ottobre 2011

E dopo? Dopo la condanna, senza se e senza ma, delle distruzioni inflitte alla città di Roma, preso l’impegno a punire i responsabili dei reati e a migliorare per il futuro la prevenzione e il contrasto della violenza di piazza, dopo tutto questo che cosa diciamo agli indignati pacifici che restano i più? Ernesto Galli della Loggia dice: torniamo alla politica; l’indignazione di per sé non risolve. Giusto. Ma a quale politica? Continua a leggere

“La fantasia è la voce dei migranti”, di GIAN ANTONIO STELLA

GIAN ANTONIO STELLA dal Corriere della Sera del 15 settembre 2011
Versi, racconti e musica dei lavoratori stranieri, in media più istruiti degli italiani
L’hotel degli «altri». Pubblichiamo una sintesi della introduzione scritta da Gian Antonio Stella per il libro Babel Hotel (Infinito editore, libro più Cd, pp. 192, € 17), in cui Ramona Parenzan ha raccolto racconti, versi, canzoni delle quasi tremila persone straniere, di ogni etnia e religione, che abitano in un condominio di 480 appartamenti: l’ex Hotel House di Porto Recanati, in provincia di Macerata.

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“11/9, perchè è un anniversario unico”, di MARIO CALABRESI

MARIO CALABRESI da La Stampa dell’11 settembre 2011

Siamo arrivati al giorno esatto del decimo anniversario degli attentati del 2001, ma è da una settimana che ne parliamo: la Stampa ha dedicato due supplementi – uno domenica scorsa e uno oggi – pagine di analisi e commenti.vPerché tutto questo spazio a un avvenimento che fece sì quasi tremila morti ma che non è unico nella storia? Continua a leggere

“Il decennio. Bilancio dei governi Berlusconi”, di Michele Prospero

Michele Prospero da L’Unità del 28 agosto 2011
Dossier: i 10 anni di Berlusconi che hanno causato il declino

C’è tanta verità nella asserzione di Machiavelli per cui al politico non basta conquistare il potere per sfiorare la gloria. Berlusconi a Palazzo Chigi c’è rimasto a lungo, più di Giolitti che avviò il decollo industriale e gestì la prima modernizzazione del paese. E anche più di De Gasperi che governò la ricostruzione postbellica e pilotò l’ancoraggio europeo. Eppure, malgrado un decennio di esercizio del potere, neanche Giuliano Ferrara, che ora supplica un giudizio equanime sul Cavaliere, lo annovererebbe sul serio tra i grandi statisti. Quelli di Berlusconi sono stati anni di profonda regressione politica e di smarrimento civile. Relazioni internazionali all’insegna dell’improvvisazione. Continua a leggere

“Il dignitoso rifiuto. Lionello Venturi, l’intellettuale che disse no al fascismo”, di Giovanni Taurasi

Giovanni Taurasi da Annale dell’Istituto Storico di Modena, Anno 2011


Tra i tanti anniversari a cifra tonda di quest’anno in cui si celebra il 150esimo dell’Unità d’Italia, ve ne sono alcuni che meritano di essere ricordati proprio perché evidenziano luci ed ombre della nostra storia Patria. Ricorre quest’anno infatti il 50esimo anniversario della scomparsa di Lionello Venturi, il critico d’arte nato a Modena che si oppose al giuramento fascista chiesto ai docenti universitari, e l’80esimo anniversario di quello stesso giuramento imposto dal regime che umiliò il mondo accademico e la cultura italiana. Continua a leggere

“Trent’anni di questione morale”, di UMBERTO GENTILONI

UMBERTO GENTILONI da La Stampa del 27 luglio 2011

La questione morale «divora i partiti e le istituzioni», «nell’ Italia di oggi fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato»; questa frase domani compie trent’anni e non li dimostra, tanto appare legata all’attualità stringente. Tre decenni sono il tempo che ci separa dalla celebre intervista che il segretario del Pci Enrico Berlinguer concesse a Eugenio Scalfari (Che cos’è la questione morale, «la Repubblica», 28 luglio 1981). Continua a leggere

“Così ho scoperto l’Olocausto”, di JAN KARSKI e ANDREA TARQUINI

da La Repubblica del 10 luglio 2011

Si chiamava Jan Karski Fu il primo a portare al mondo le prove dell´esistenza dei Lager Non lo ascoltarono E solo ora il suo “Rapporto” viene pubblicato in Germania.
Travestito da guardia nel Lager di Belzec. Fu così che nel 1942 il partigiano polacco Jan Karski riuscì a scoprire la Shoah E a documentarla per primo. Ma invano. “Le cose che ho visto resteranno per sempre dentro di me. Vorrei poterle cancellare dalla memoria Ma ancora di più vorrei che ciò che ho visto non fosse mai accaduto Questo peccato perseguiterà l´umanità fino alla fine dei suoi giorni”. Arrestato e torturato dalla Gestapo nel ´44 riuscì a fuggire negli Stati Uniti dove scrisse e pubblicò “Il mio rapporto al mondo” Supplicò Roosvelt: “Vi prego, fermate la barbarie”

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“Partiti di lotta e di governo. La «doppiezza» dal Pci alla Lega”, di ANTONIO GIBELLI*

ANTONIO GIBELLI* dal CORRIERE DELLA SERA del 29 Giugno, 2011

È ormai entrata nell’uso giornalistico l’applicazione alla Lega della formula, che fu coniata dal Partito comunista italiano negli anni d’oro della sua storia postbellica, di «partito di lotta e di governo» e che si affiancò all’altra — usata piuttosto dagli avversari— della «doppiezza» comunista. In verità se per quanto riguarda la doppiezza l’analogia può essere entro certi limiti calzante (il Pci fece suo in pieno il quadro della liberaldemocrazia pur continuando i militanti a coltivare il sogno di una «città futura» dell’uguaglianza realizzata), non così è per la combinazione di lotta e governo. Continua a leggere

“LO STATO A STRATI”, di Massimo Gramellini

Massimo Gramellini dal “Buongiorno” de La Stampa del 28 giugno 2011

ElleKappa da La Repubblica del 28 giugno 2011


Trentun anni da Ustica e come ogni anno ritornano le rivelazioni, gli appelli, i riassunti delle puntate precedenti di uno strazio infinito, parte dell’intricato feuilleton che era l’Italia di quei tempi certo non migliori di questi. Prima, durante e dopo il DC-9 inabissatosi in mare (i pinocchi di Stato parlarono di «cedimento strutturale») ci furono la bomba alla stazione di Bologna, la lista P2, la morte di Calvi, il rapimento di Emanuela Orlandi, i delitti Ambrosoli, Pecorelli e Dalla Chiesa, in un turbinio di gangster, doppiogiochisti, terroristi interni e internazionali, agenti «in sonno» e altri fin troppo svegli. Continua a leggere

“OFFESA LA MEMORIA DI CHI MORÌ SFIDANDO LA PAURA”, di Umberto Ambrosoli

UMBERTO AMBROSOLI dal Corriere della Sera del 10 giugno 2011

Nella complessità della vicenda, più che con il provvedimento di scarcerazione emesso dal Supremo Tribunale Federale del Brasile o con il diniego dell’estradizione adottato alcuni mesi addietro dall’allora presidente Lula, confrontiamoci con la sostanza: ha prevalso nelle autorità di un Paese non ostile al nostro la linea secondo la quale le responsabilità di Cesare Battisti per i reati commessi in Italia negli anni Settanta come esponente del gruppo Proletari armati per il comunismo non devono sfociare nell’espiazione della pena. Continua a leggere

“I dollari del tennis fanno dimenticare gli eroi”, di Stefano Semeraro

STEFANO SEMERARO da La Stampa del 5 giugno 2011

Quando la figuretta fragile del suo connazionale si parò davanti ai carri armati, nell’89, Na Li aveva 7 anni. Non vide quell’immagine in tv: non poteva. Ieri, 4 di giugno, ventidue anni dopo l’ingresso dell’esercito a Pechino, ha voltato lo sguardo davanti al ricordo. Continua a leggere

“Tienanmen, 22 anni dopo Pechino ha ancora paura”, di ILARIA MARIA SALA

ILARIA MARIA SALA da La Stampa del 4 giugno 2011
In una Cina profondamente mutata i diritti umani continuano a essere calpestati

La piazza Tienanmen, è la piazza più grade della Cina e del mondo. Ospita l'omonimo monumento simbolo di Pechino e resta il centro della vita politica cinese con il Palazzo del popolo e il mausoleo di Mao, Nel 1989 fu teatro dello scontro tra la protesta degli studenti e l'esercito


HONG KONG
Ventidue anni dopo le proteste di piazza Tienanmen, conclusesi in un bagno di sangue, l’aspetto fisico di Pechino è profondamente mutato. La città non è più una serie concatenata di quartieri dove — nel bene e nel male — tutti si conoscevano, dopo che le comunità del centro sono state smembrate e scaraventate nelle periferie; i vecchi vicoli, gli hutong, sono stati distrutti per far sorgere al loro posto grattacieli, centri commerciali, e infiniti complessi per uffici. La Chang An Jie, la Via della Pace Eterna, l’asse che divide Pechino da Est a Ovest e su cui passarono i carri armati diretti a Tienanmen, attraversa ora uno sfavillante CBD, che sta per Central Business District, il quartiere d’affari centrale, e si è estesa per chilometri, man mano che Pechino si è andata espandendo. Continua a leggere