“NELL’ITALIA liberata prima ci disarmarono, parlo di noi partigiani, e poi ci chiesero di tenere in qualche modo in piedi la baracca dello Stato. A me, che avevo comandato una divisione di Giustizia e Libertà, offrirono, a scelta, un posto da vicequestore o da sindaco. Dissi che preferivo un posto da giornalista a GL, l’edizione torinese di Italia Libera, il quotidiano del Partito d’Azione a Torino”. Nel fiume sterminato della vita professionale di Giorgio Bocca è raro trovare lezioni di uno che si impanca a maestro di giornalismo. C’è questo momento fondamentale: il partigiano Bocca che, deposte a forza le armi, decide che per “tenere in piedi la baracca” c’era di meglio che buttarsi in politica. Continua a leggere→
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