Negli ultimi mesi il dibattito sullo stato dell’Italia si è concentrato sul decennio perduto, sulla convinzione che il Paese abbia sprecato gli ultimi dieci anni, incapace di riformarsi, diventare più agile, moderno e competitivo. Un Paese fermo, in ritardo, bloccato dai veti incrociati, ma soprattutto assolutamente impreparato a capire come è cambiato il mondo. Continua a leggere
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