Archivi tag: lavoro

“Una politica per creare lavoro” di Stefano Lepri da La Stampa del 21 gennaio 2013

Per limitare il numero di licenziamenti, per creare duraturi posti di lavoro, servirebbe proprio quello che nelle casse dello Stato italiano manca: un sacco di soldi. Nemmeno ci sono distanze enormi, tra le ricette che i partiti propongono in campagna elettorale. Il guaio è che al momento non tornano i conti perfino per coprire la pura emergenza, ossia la cassa integrazione. Continua a leggere

“Equità, la differenza tra destra e sinistra” di Nicola Cacace da l’Unità del 19 gennaio 2013

TUTTI PARLANO DI EQUITÀ, DOPO CHE IL PD NE HA FATTO TEMA CENTRALE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. QUESTO PER ALMENO DUE MOTIVI, la misura crescente del livello italiano di diseguaglianza sociale e l’evidenza dei risultati internazionali che mostrano il successo dei Paesi a più alta eguaglianza. Continua a leggere

“Precariato a vita per la Generazione Y” di Massimo Gaggi dal Corriere della Sera del 28 dicembre 2012

Non solo flessibili e disposti a vivere nella precarietà. Ai giovani della «generazione Y», i nati negli anni Ottanta e Novanta che faticano a mettere radici nel mondo del lavoro, viene chiesto sempre più spesso, almeno negli Stati Uniti dell’alta tecnologia, di adattarsi a una logica di cambiamento continuo in aziende con gerarchie ridotte al minimo i cui capi sentenziano che «una road map di tre mesi è l’unico orizzonte ragionevole se vuoi fare scelte sensate, in una realtà che cambia in fretta». Continua a leggere

“COME OSTAGGI DI GUERRA” di GAD LERNER da La Repubblica del 1° novembre 2012

È DAGLI albori del capitalismo che il padronato aspira a comprimere reddito e diritti delle maestranze esacerbando la concorrenza al loro interno. Ma non avremmo mai potuto immaginare che di un tale ritorno all’antico si facesse interprete il management di un’impresa come la Fiat che ha chiuso il terzo trimestre 2012 con 575 milioni di utili (+18,5% rispetto all’anno scorso). Continua a leggere

“Perché sull’Ilva continuiamo a sbagliare” di DARIO DI VICO dal Corriere della Sera del 29 settembre 2012

E’ stato in questi anni il sociologo tedesco Ulrich Beck a spiegarci con maggiore lucidità come la minaccia ecologica sia diventata il tratto distintivo della seconda modernità e come ciò abbia determinato una rottura con la tradizione della società industriale classica e per certi versi romantica. Continua a leggere

“Il merito è la rivoluzione” di Antonio Preiti da Qualcosa di Riformista (n. 74 del 4 settembre 2012)

E’ raro trovare una parola che contenga in se’ tanta ambiguità e ipocrisia, come il merito: è qualcosa su cui non troverete mai nessuno apertamente contrario. E’ un po’ come fare un referendum sulla bontà: chi voterebbe per averne di meno? Continua a leggere

“Il ministro Fornero guardi in periferia” di DARIO DI VICO dal Corriere della Sera del 4 settembre 2012

C on l’intervista rilasciata ad Antonella Baccaro sul Corriere di domenica 2 settembre il ministro Elsa Fornero ha lanciato l’ipotesi di premiare con il taglio del cuneo fiscale le imprese che coinvolgono i lavoratori. Continua a leggere

“L’eterno sulcis e l´Italia immobile” di Alessandro Penati da La Repubblica del 1° settembre 2012

I miliardi spesi in sussidi sarebbero bastati a comprare ad ogni minatore una casa e un nuovo lavoro

«L´inizio dell´attività estrattiva nel Sulcis risale a metà Ottocento. Il carbone che si ottiene, però, ha un alto contenuto di zolfo, per cui le miniere entrano in declino già all´inizio del secolo. Tornano in auge nel 1935, con l´autarchia. La fine della guerra getta l´industria mineraria locale in una grave crisi. Continua a leggere

“IL LAVORO TRADITO. LA GUERRA DEI MINATORI” di LUCIANO GALLINO da La Repubblica del 28 agosto 2012

LA CHIUSURA ventilata della Carbosulcis avrà forse delle ragioni economiche, ma per diversi aspetti ha un forte contenuto politico, e un non meno rilevante potenziale di innovazione del modello industriale. Continua a leggere

“La riforma labirinto” di WALTER PASSERINI da La Stampa dell’11 luglio 2012

Ci voleva l’Ocse a riportarci coi piedi per terra e a capire quanto siamo lontani da un paese moderno
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“Tornate pure in fabbrica ma a vostro rischio e pericolo” scoppia il caso liberatorie di MICHELE SMARGIASSI da La Repubblica del 6 giugno 2012

Bufera su alcune aziende emiliane. Nel mirino anche rincari e speculazioni

CARPI – «Liberatorie» per lavorare, solidarietà vere ma anche false, speculazioni sui prezzi, contratti stracciati: nel cratere del terremoto non solo storie luminose, ma anche tensioni, equivoci, errori in buona e malafede, sospetti, timori e anche furbizie. Continua a leggere

“ECCO COME CREARE LAVORO” di Luciano Gallino da La Repubblica del 15 maggio 2012

Le preoccupazioni espresse dal ministro Passera circa le conseguenze nefaste della disoccupazione di massa dovrebbero far riflettere molti nel governo, in Parlamento e nei partiti. Di là dai numeri, la disoccupazione comporta povertà, perdita della casa, criminalità, denutrizione, abbandoni scolastici, antagonismo etnico, famiglie spezzate e altri problemi sociali. Continua a leggere

“CRESCITA, SI È ROTTO UN MODELLO BISOGNA CAMBIARLO” di Silvano Andriani da l’Unità del 3 maggio 2012

Ora che tutti ammettono che il problema principale è la crescita economica resta da chiarire dove sono le differenze; differenze, peraltro, evocate anche dall’addio di Junker da presidente dell’Eurogruppo polemico verso il duo Merkel-Sarkozy. Le differenze non riguardano la necessità di politiche strutturali. Continua a leggere

“Il romanzo del lavoro tra ideologia e tristezza” di Paolo Di Stefano dal Corriere della Sera del 1° maggio 2012

Nel giorno del lavoro verrebbe voglia di andare a leggersi un romanzo che affronti il tema nella sua dimensione collettiva. Magari un romanzo italiano. Ma non è facile. Se fossimo in Francia, ci sarebbe almeno, per citare un solo scrittore, Émile Zola, che con Germinale denuncia le condizioni di vita dei minatori sotto l’impero di Napoleone III. Continua a leggere

“L’efficienza è l’unica via d’uscita” di IRENE TINAGLI da La Stampa del 25 aprile 2012

Di fronte agli ultimi dati dell’Istat sulla frenata dei salari si può reagire in due modi. Si può incolpare la crisi, o l’austerità di Monti e invocare nuove contrattazioni più generose o altre forme di supporto al reddito. Oppure si può cercare di fare un ragionamento più approfondito per capire le radici del problema e quali soluzioni possano funzionare o no. Continua a leggere

“Il flop delle agenzie per l’impiego” di WALTER PASSERINI da La Stampa del 20 aprile 2012

Oltre che di navigatori e poeti, il nostro è il paese dei rassegnati. Sono oltre tre milioni le forze di lavoro potenziali in Italia che, sommati ai 2,1 milioni di disoccupati e ai 450mila sottoccupati involontari in parttime, rappresentano un esercito di quasi 5,2 milioni di persone impiegabili nei processi produttivi, affamate di occupazione ma senza un posto di lavoro. Continua a leggere

“Da licenziato sono diventato imprenditore ho riaperto l´azienda e assunto gli ex colleghi” di MATTEO PUCCIARELLI da La Repubblica del 18 aprile 2012

Le banche non mi hanno aiutato. Il capitale di partenza l´ho trovato vendendo la mia casa a Como

PADOVA – In un anno 3048 suicidi, in maggioranza (il 78,7 per cento) tra gli uomini. Nel giorno in cui l´Istat certifica l´aumento del numero di chi si è tolto la vita nel 2010, e lo fa mettendo in relazione i dati con la crisi economica (una vittima al giorno tra chi ha perso il lavoro e una tra gli imprenditori e gli autonomi, soprattutto nel Centro-Nord), dal Veneto arriva una storia simbolo, il racconto di un riscatto. Continua a leggere

“Imprenditori e il dramma dei suicidi. Dare ascolto a chi è disperato” di Enrico Marro dal Corriere della Sera del 13 aprile 2012

Non sono più casi isolati. E stanno diventando troppi. Com’è possibile che in Italia, uno dei Paesi più ricchi del mondo, imprenditori, artigiani, disoccupati si tolgano la vita, vittime della crisi economica? Tante volte ci diciamo che siamo stati bravi a evitare che il disagio esplodesse, che gli ammortizzatori sociali hanno aiutato, che la famiglia continua ad essere un paracadute, che le reti comunitarie, dalle parrocchie al volontariato, funzionano. Continua a leggere

“PIÙ TEDESCHI DELLA MERKEL” di MASSIMO RIVA da La Repubblica del 24 marzo 2012

Sarà, dunque, un disegno di legge accompagnato dalla formula cautelativa “salvo intese”. La prima scelta è saggia perché la via del decreto avrebbe contraddetto l´impostazione istituzionale illustrata dallo stesso Mario Monti, secondo cui il governo dialoga sì con le parti sociali ma senza riconoscere loro poteri di veto che spettano soltanto all´organo rappresentativo della sovranità popolare: il Parlamento. Continua a leggere

“Riforma del lavoro, prossime sfide servizi e crescita” di WALTER PASSERINI da La Stampa del 22 marzo 2012

Non sappiamo se le prossime 24-48 ore serviranno a recuperare l’unanimità dei consensi sulla riforma del lavoro. Vista l’aria che tira, le 16 ore di sciopero indette dalla Cgil e il Vietnam parlamentare minacciato dall’Idv fanno optare per il no. Continua a leggere

“LA RIFORMA DEL GATTOPARDO” di TITO BOERI e PIETRO GARIBALDI da La Repubblica del 22 marzo 2012

La riforma del lavoro che si va delineando ha due pregi e molti difetti. Il primo pregio è nel metodo. Sancisce, almeno sulla carta, la fine del diritto di veto delle parti sociali, che è cosa diversa dalla concertazione. Il lungo negoziato si concluderà senza firma delle parti sociali ma con un verbale in cui si annotano le differenti posizioni. E poi il governo procederà comunque. Staremo a vedere se il Parlamento permetterà all´esecutivo di intervenire senza il consenso delle parti sociali. Continua a leggere

“Tre strade per creare occupazione” di DANIELE MARINI da La Stampa del 12 marzo 2012

Il viaggio che La Stampa ha fatto in queste settimane in Italia sul tema del lavoro ha ben raccontato delle difficoltà e delle emergenze che attraversano il nostro Paese. Ma ha narrato anche delle sue articolazioni, di realtà sociali ed economiche molto diverse. Continua a leggere

“I numeri (veri) sui giovani disoccupati” di GIANPIERO DALLA ZUANNA dal Corriere della Sera del 2 marzo 2012

Nel 1993 in Italia c’erano un milione di giovani di età tra i 15 e i 24 anni disoccupati, metà nel Centro-Nord e metà nel Mezzogiorno. Nei quindici anni successivi nel Centro-Nord i giovani disoccupati si erano drasticamente ridotti, diventando appena 160 mila nel 2007, e anche nel Mezzogiorno si erano più che dimezzati, diventando 214 mila. Continua a leggere

“Il mestiere del futuro? Il risolviproblemi” di Walter Passerini da La Stampa del 28 febbraio 2012

Secondo la strategia europea, nel 2020 dovremo avere il 40 per cento dei trenta-trentaquattrenni laureati o con istruzione universitaria. Francia e Regno Unito ci sono già arrivati. La media Ue è al 33 per cento. L’Italia dovrà conquistare un punto in più per ogni anno, per arrivare al 27% programmato, visto che ora siamo sotto il 20%. Continua a leggere

“PRECARIETÀ INVECE DI INNOVAZIONE: ECCO IL RISULTATO” di Nicola Cacace da l’Unità del 27 febbraio 2012

Che l’Italia avesse da anni salari di fame non lo apprendiamo oggi dai dati Eurostat, da cui risulta che i nostri operai hanno salari inferiori a tutti i maggiori paesi dell’eurozona, Spagna, Cipro e Grecia inclusi (i dati sono del 2009 ma da allora la situazione è peggiorata). Continua a leggere