Archivi tag: Immigrazione

“Sarà l’anno della cittadinanza Da stranieri in patria a nuova linfa per la società” di Mario Calabresi da La Stampa del 24 dicembre 2012

Sarà l’anno della cittadinanza per chi vive da troppo tempo nel limbo, per chi è cresciuto, ha giocato, studiato e sognato in un solo Paese ma ne è escluso, colpevole di essere nato fuori dai confini della Terra in cui vive e a cui sente di appartenere. Continua a leggere

“Immigrati, i numeri e la realtà” di Giovanna Zincone da La Stampa del 31 ottobre 2012

Radiografando l’immigrazione con occhi aperti al mondo, il Dossier Statistico Caritas anche quest’anno ci parla dell’Italia.

Rende evidenti emergenze del presente, pecche radicate, problemi strutturali. Secondo le stime Caritas, un po’ più generose come sempre di quelle Istat, gli stranieri nel nostro paese sono 5 milioni, una cifra appena più alta dell’anno precedente. Continua a leggere

“Immigrati senza rappresentanza. Quel deficit politico da superare” di Stefano Jesurum dal Corriere della Sera del 14 settembre 2012

Un futuro segretario del Partito socialista al potere, un presidente che siede alla Casa Bianca, e un formidabile attaccante della Nazionale di calcio. Francia, Stati Uniti, Italia. Le differenze (di modernità, di civiltà, di cultura) si misurano anche così, mettendo in fila i nomi di Harlem Désir, Barack Obama e Mario Balotelli. Continua a leggere

“Torna la prima dei bambini stranieri” di MICHELE BRAMBILLA da La Stampa del 12 settembre 2012

C’è anche qualche storia che finisce bene: la scuola più multietnica d’Italia, la statale «Lombardo Radice» di Milano, da oggi ha nuovamente la sua prima elementare. L’anno scorso era stata cancellata perché aveva «troppi stranieri». Un provvedimento che condannava di fatto la scuola, considerata un modello ben riuscito di integrazione, alla chiusura fra cinque anni. Continua a leggere

“Gli scontrini in spiaggia dell’ambulante Bashir” di GIULIANO FOSCHINI

Bashir, l’ambulante che fa la ricevuta “Ma gli italiani mi chiedono lo sconto”
Otranto, la storia del venditore pachistano elogiato dalla Finanza

LA RETORICA imporrebbe di raccontare la storia così: a Otranto, lungo la meravigliosa spiaggia degli Alimini, ci sono i venditori ambulanti extracomunitari di braccialetti che rilasciano regolare fattura fiscale a ogni vendita (anche scontata). Lo stesso non fanno italianissimi gestori di chioschi. Continua a leggere

“Immigrati, dal panico al buonsenso” di GIOVANNA ZINCONE da La Stampa del 28 aprile 2012

La popolazione italiana è fatta sempre più di immigrati. E, come sappiamo, la nozione di abitante è sempre meno collegata a quella di cittadino. I primi dati del Censimento 2011 ci dicono come l’Italia abbia raggiunto il massimo storico nel numero di abitanti l’anno scorso, sfiorando i 60 milioni, e tenendo quindi il passo con le altre grandi nazioni europee, come Francia e Gran Bretagna, che hanno varcato questa soglia nell’ultimo decennio. Continua a leggere

“Giovani in carriera? Sono i cinesi d’Italia” di DARIO DI VICO dal Corriere della Sera del 3 aprile 2012

Quei giovani cinesi che salveranno il «made in Italy» I «banana» (gialli fuori, bianchi dentro) sono la fortuna delle nostre aziende laggiù.

Boran Shang ha 27 anni, si è laureato in finanza a Bologna e vorrebbe lavorare per un’azienda come Acqua di Parma o Fendi. Feng Xu di anni ne ha 31, è specializzato in siti web e si vuole occupare di commercio elettronico. Lin Ma è una ragazza molto carina che ha studiato moda per 4 anni a Padova e ora cerca un impiego nel visual merchandising. Liu Jiahui detto Luigi ha 26 anni e aspetta un’azienda che lo assuma nel marketing dei prodotti di lusso. Continua a leggere

“A scuola si diventa italiani” di ANDREA GAVOSTO* da La Stampa del 23 febbraio 2012

È un’assurdità e una follia che dei bambini nati in Italia non diventino italiani». Parole forti del presidente Napolitano, che prima di Natale ha sollecitato il Parlamento a farsi carico del tema dell’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei figli degli immigrati. Continua a leggere

“Integrazione o identità: i percorsi opposti di Francia e Germania” di MARCO VENTURA da la Lettura del Corriere della Sera del 5 febbraio 2012

I l 12 luglio 1998 allo Stade de France di Saint-Denis trionfò l’assimilazionismo francese. Una squadra multietnica dava alla Francia la sua prima coppa del mondo di calcio. La vittoria veniva dai territori d’Oltremare, la Guadalupa di Thuram e la Nuova Caledonia di Karembeu, dall’Oriente dell’armeno-polacco Djorkaeff e dall’Africa del ghanese Desailly e del senegalese Vieira. Era cresciuto a Marsiglia, ma incarnava la Cabilia algerina, lo Zizou dai colpi di testa decisivi. Continua a leggere

“I diritti dei nuovi figli d´italia” di EZIO MAURO da La Repubblica del 28 gennaio 2012

Gli opposti populismi, che sempre più parlano la stessa lingua in questa Italia in cui la politica si rattrappisce, hanno finalmente trovato un bersaglio comune, di alto rango: è la proposta di introdurre anche nel Paese dello “ius sanguinis” il principio dello “ius soli”, concedendo la cittadinanza ai bambini che sono nati in Italia da genitori stranieri. Continua a leggere

“Il nostro futuro multietnico” di GIOVANNA ZINCONE da La Stampa del 29 dicembre 2011

Bisogna smettere, e pure in fretta, di pensare l’italiano tipo come un individuo dotato di nonni nati in Italia. Questo è un messaggio chiave che trasmette il rapporto dell’Istat sul futuro della popolazione del nostro Paese. Infatti, a vivere in Italia nel prossimo mezzo secolo saranno sempre di più persone e famiglie che hanno origini straniere, più o meno lontane nel tempo. Continua a leggere

“Siamo tutti senegalesi” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 20 dicembre 2011

Mi ero infilato – era facile, loro sono altissimi, io no – nel gruppo di senegalesi più arrabbiati. Scandivano i loro slogan sotto il palco, mentre dal palco li esortavano alla calma. C´erano delle donne, e una ha gridato in italiano: «Dobbiamo dire solo parole umane. Siamo qui per l´umanità. Siamo tutti uguali». Uno davanti a lei si è voltato: «Non siamo tutti uguali. Noi siamo migliori». Si sono messi a rimproverarlo, allora gli ho battuto sulla spalla e gli ho detto: «Hai ragione, siamo migliori». Continua a leggere

“La piccola vela della disperazione” di Giuliano Foschini da La Repubblica del 27 novembre 2011

Il buio, il freddo, la paura e alla fine “Italia, Italia” è l´urlo dei sopravvissuti
Il racconto. CAROVIGNO (BRINDISI)
È stato l´ultimo soffio a spezzare la vela. E a schiantare il sogno. Tutto quello che rimane, ora, sugli scogli di Carovigno, tra Brindisi e Bari, sono due morti per terra. Un terzo sicuro in fondo al mare, una trentina di persone accatastate intorno alle ambulanze con le coperte e le lacrime addosso, altri trenta di loro in fuga per le campagne della Valle d´Itria, nascosti mezzo ai trulli, agli ulivi intrecciati e ai muretti a secco. O forse, si teme, annegati in fondo al mare dei migliori ricci di Puglia. Quello che rimane è Gloria, questa barchetta a vela lunga 12 metri che batte bandiera americana ma anche italiana e sembra il veliero di Truman Show. Il fatto che non si sia scagliata contro un cielo di cartone ma su due scogli dell´Adriatico in fondo è un particolare: comunque, ha sbattuto contro un sogno. Continua a leggere

“Cinque anni: la chiave per la cittadinanza” di GIOVANNA ZINCONE da La Stampa del 24 novembre 2011

Quando si litiga sarebbe meglio sapere perché. Si sta invece scatenando un’intempestiva tempesta: materia del contendere è lo ius soli, un istituto che riguarda il riconoscimento della cittadinanza ai figli di stranieri nati sul territorio. Ma la materia appare poco chiara agli stessi contendenti. Continua a leggere

“Quei ragazzi nel limbo” di CHIARA SARACENO da La Repubblica del 23 novembre 2011

Instancabilmente il presidente Giorgio Napolitano richiama la classe politica al dovere della responsabilità in tutti i settori cruciali per il futuro del Paese, quindi necessariamente anche per le condizioni in cui si trovano a crescere e operare le nuove generazioni, inclusi i bambini e adolescenti legalmente stranieri. Stranieri ma di fatto italianissimi per autoidentificazione ed esperienza quotidiana. A due riprese nel giro di pochi giorni, il Presidente ne ha denunciato con nettezza lo status di cittadini dimezzati, che li colloca in una sorta di limbo del diritto, di persone senza territorio e senza appartenenza. Continua a leggere

“Le lacrime di Balotelli”, di MIGUEL GOTOR da La Repubblica del 16 novembre 2011

Ieri la nazionale di calcio è stata ricevuta al Quirinale e Mario Balotelli, con i passi incerti di un gigante buono, si è avvicinato a Giorgio Napolitano e gli ha stretto la mano biascicando un «grasie» dall´inconfondibile accento bresciano. Poi si è voltato e lo scatto è riuscito a cogliere lo sguardo umido di emozione in cui, per un attimo, non è baluginato il milionario «super Mario» di oggi che trionfa negli stadi d´Europa, ma l´irrimediabile sofferenza di un bambino di ieri, nato a Palermo, abbandonato in fasce dai genitori ghanesi e cresciuto in provincia di Brescia grazie al calore della sua nuova famiglia adottiva. Continua a leggere

“Nel nostro tempo, l’Italia che vogliamo è piena di colori” di Ilda Curti* per il Post del lettore

Post del lettore di Ilda Curti*

Ad aprile, mentre dalle nostre parti si costruiva a Sucate con molto consumo di suole, Zined, italiana con il trattino, ha scritto:
Dal 14 gennaio la vita emarginata di noi magrebini, stranieri, nord africani, extracomunitari, spazzini, universitari, operai e dottori è svanita al grido di Rivoluzione! Mi danno pacche sulle spalle, incrociando il mio velo per strada mi sorridono e da lontano mi gridano “resistete!!”. Abbiamo conquistato il nostro posto nella storia, verremo ricordati non come appartenenti al più grande movimento terroristico degli ultimi secoli, bensì come lottatori,conquistatori della più difficile democrazia e primi rivoluzionari del secondo millennio.. Continua a leggere

“Il paese dove nascono più stranieri che italiani”, di JENNER MELETTI

JENNER MELETTI da La Repubblica del 26 settembre 2011

NOVI DI MODENA. Corrono sui larghi marciapiedi di piazza 1° Maggio, Ratil, Said, Floresita, Karanjiot e Aayan. Le loro mamme li controllano e li sgridano se si allontanano troppo. Su un muro, sopra la sala civica comunale, c´è un grande poster con decine di fotografie: il caporeparto italiano che insegna al pakistano come si usa il tornio. Continua a leggere

“Immigrazione non fa rima con ragione”, di GIOVANNA ZINCONE

GIOVANNA ZINCONE da La Stampa del 21 settembre 2011

La ragione, a quanto pare, frequenta mal volentieri il terreno dell’immigrazione. L’apertura di questo anno scolastico ne sta dando qualche evidente prova. La prima elementare della scuola di via Paravia alla periferia di Milano è stata smembrata non solo perché era piccola, ma anche perché c’erano solo 2 studenti italiani su 18. La stragrande maggioranza degli altri, cioè dei bimbi stranieri, a quanto è dato sapere, era nata in Italia e aveva pure frequentato l’asilo, quindi non aveva handicap linguistici. Sul banco degli accusati è tornato il tetto del 30% di studenti stranieri imposto alle scuole. Continua a leggere

“La fantasia è la voce dei migranti”, di GIAN ANTONIO STELLA

GIAN ANTONIO STELLA dal Corriere della Sera del 15 settembre 2011
Versi, racconti e musica dei lavoratori stranieri, in media più istruiti degli italiani
L’hotel degli «altri». Pubblichiamo una sintesi della introduzione scritta da Gian Antonio Stella per il libro Babel Hotel (Infinito editore, libro più Cd, pp. 192, € 17), in cui Ramona Parenzan ha raccolto racconti, versi, canzoni delle quasi tremila persone straniere, di ogni etnia e religione, che abitano in un condominio di 480 appartamenti: l’ex Hotel House di Porto Recanati, in provincia di Macerata.

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“L’italia bocciata in razzismo”, di VLADIMIRO ZAGREBELSKY

VLADIMIRO ZAGREBELSKY da La Stampa del 9 settembre 2011

Chi aprisse in questi giorni la pagina web del Commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa, sarebbe subito colpito dal primo grande titolo, che dice: «L’Italia deve proteggere meglio i diritti dei rom e dei migranti». Esso è accompagnato da una fotografia, che riproduce un manifesto, divenuto ben noto, largamente affisso sui muri di Milano durante la recente campagna elettorale per l’elezione del sindaco. Vi si legge: «Milano Zingaropoli con Pisapia» e nel testo si stigmatizza anche il progetto di costruzione di una moschea. Continua a leggere

“Ragioni e torti. Quell’istituto non va spento”, di ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI

ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI dal Corriere della Sera del 4 settembre 2011
Troppi bimbi stranieri Il ministero chiude la classe

Lo si era capito da tempo che sarebbe finita così nella scuola elementare milanese di via Paravia, zona San Siro, quartiere ibrido, dove le ville di lusso si affiancano ai casermoni degli immigrati, e cioè con una prima classe senza più neppure un bambino italiano. Già negli anni scorsi la maggioranza di alunni stranieri era schiacciante e nonostante i tanti propositi fatti per trattenere nella scuola quelli italiani, alla vigilia della ripresa ci si trova di fronte alla tanto temuta realtà-ghetto: 17 bambini iscritti in prima, 15 figli di immigrati. Continua a leggere

«Laggiù con mio fratello, lui non ce l’ha fatta», di Felice Cavallaro

Felice Cavallaro dal Corriere della Sera del 2 agosto 2011
Il racconto di Paul. Anche Lucky ha perso il suo: l’ho visto buttare in mare come un sacco

Quando si scopre che la puzzolente sala macchine dell’ennesima carretta in arrivo dalla Libia è una tomba piena di cadaveri, finanzieri e uomini della Guardia Costiera fanno trasbordare sulle motovedette i 270 migranti stipati da prua a poppa come sardine. Ma due nigeriani s’inchiodano ai legni di questo peschereccio arrugginito dicendo che non possono staccarsi dai loro fratelli. Continua a leggere

“Può convivere il multiculturalismo con la liberal-democrazia?”, di SEBASTIANO MAFFETTONE

SEBASTIANO MAFFETTONE dal Corriere della Sera del 24 luglio 2011

Molti di noi hanno amato il multiculturalismo come una frontiera della liberal-democrazia. Ci sono arrivati guardando i reportage di Sebastiao Salgado, viaggiando in India e in Sud America, sognando l’Africa e attraversando le stazioni delle grandi città cosmopolite. Eppure, «oggi non siamo più tutti per il multiculturalismo» . La frase riecheggia il titolo di un libro dell’americano Nathan Glazer, con una modifica significativa. Ho aggiunto quel «non» che non c’era nel titolo e che dà alla frase il senso di una ritirata. Continua a leggere

“Il buon cibo che serve all’Italia”, di GIOVANNA ZINCONE

GIOVANNA ZINCONE da La Stampa del 19 giugno 2011

La politica in difficoltà rischia di produrre junk food, cibo spazzatura che riempie e non nutre. Deve sfamare l’elettore inquieto con decisioni magari poco utili, alla lunga persino nocive ma attraenti. Le misure adottate, o anche solo annunciate, devono essere apparentemente sazianti, e soprattutto vistosamente confezionate. I piatti forti del momento sono due, tasse e immigrazione con contorno di pezzetti ministeriali al Nord. Non è detto che il contenuto sia sempre nocivo: qualche volta semplicemente non corrisponde all’etichetta. Continua a leggere