Archivi tag: economia

“Il Polo biomedico dopo il terremoto lo Stato non rovini la rinascita” di Edoardo Segantini dal Corriere della Sera del 16 febbraio 2013

A nove mesi dal terremoto che lo mise a terra nel maggio scorso, il polo emiliano di Mirandola è in ripresa. Stiamo parlando del primo distretto biomedico europeo, uno dei più importanti del mondo con Minneapolis negli Stati Uniti, che precede Francoforte, Losanna e Lund (in Svezia), e dove un centinaio di aziende italiane e internazionali, tra cui grandi marchi come Sorin, Bellco, Braun e Baxter, insieme a nomi meno noti, primeggiano globalmente in alcune aree cruciali del mercato: dalla dialisi alla cardiochirurgia. Continua a leggere

“NON CI SONO PIÙ PASTI GRATUITI” di ANTONIO POLITO dal Corriere della Sera dell’8 febbraio 2013

Forse stiamo avendo la campagna elettorale che ci meritiamo. Si avverte rassegnazione, assuefazione a un destino di impoverimento e di declino. Ognuno se ne lamenta, certo, e ognuno cerca di lenirne il disagio tirando la coperta dalla propria parte, magari preparandosi a votare per chi promette di proteggerlo di più; ma nessuno sembra davvero credere che esista il modo di allargare la coperta. Continua a leggere

“La bomba-derivati che fa esplodere i bilanci delle banche” di ALESSANDRO PENATI da La Repubblica del 26 gennaio 2013

IL DOCUMENTO trovato nella cassaforte dell’ex direttore generale, grazie al quale Mps ha occultato centinaia di milioni di perdite, aggiunge solo un tocco grottesco a una storia già vista, e molto più frequente di quanto si creda: c’è una banca (o un’azienda) mal gestita; allora si maschera la cattiva gestione facendo un investimento finanziario rischioso per aumentare gli utili; se poi l’investimento va male si occultano le perdite, aspettando tempi migliori. Come? Continua a leggere

“Una commissione d’inchiesta sui derivati” di FRANCESCO BOCCIA* da l’Unità del 25 gennaio 2013

GLI ATTACCHI DELCENTRODESTRA AL PD IN SEGUITO ALLA VICENDA DEL MONTE DEI PASCHI sono da rimandare al mittente con fermezza: arrivano infatti da personaggi e forze politiche che non hanno titolo per parlare, ma anzi molte responsabilità sulla enorme diffusione dell’utilizzo dello strumento derivati. Continua a leggere

“Equità, la differenza tra destra e sinistra” di Nicola Cacace da l’Unità del 19 gennaio 2013

TUTTI PARLANO DI EQUITÀ, DOPO CHE IL PD NE HA FATTO TEMA CENTRALE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. QUESTO PER ALMENO DUE MOTIVI, la misura crescente del livello italiano di diseguaglianza sociale e l’evidenza dei risultati internazionali che mostrano il successo dei Paesi a più alta eguaglianza. Continua a leggere

“Precariato a vita per la Generazione Y” di Massimo Gaggi dal Corriere della Sera del 28 dicembre 2012

Non solo flessibili e disposti a vivere nella precarietà. Ai giovani della «generazione Y», i nati negli anni Ottanta e Novanta che faticano a mettere radici nel mondo del lavoro, viene chiesto sempre più spesso, almeno negli Stati Uniti dell’alta tecnologia, di adattarsi a una logica di cambiamento continuo in aziende con gerarchie ridotte al minimo i cui capi sentenziano che «una road map di tre mesi è l’unico orizzonte ragionevole se vuoi fare scelte sensate, in una realtà che cambia in fretta». Continua a leggere

“Energia il crocevia dei problemi” di Mario Deaglio da LA Stampa del 17 ottobre 2012

Da quanto tempo gli italiani non sentivano parlare di un progetto economico di durata decennale? La nuova strategia energetica nazionale, delineata nel Consiglio dei ministri di ieri, rappresenta il primo tentativo serio di uscire dalla deprimente quotidianità di un’economia in difficoltà, di affrontare grandi argomenti di interesse nazionale nel lungo periodo invece di spendere tutte le energie a discutere affannosamente di quanto dovrà o potrà succedere nei prossimi mesi. Continua a leggere

“La dolce Sorpresa delle imprese al femminile” di MAURIZIO FERRERA dal Corriere della Sera del 2 ottobre 2012

Che cos’è la società Motech materna ma anche tecnologica

L’imprenditoria femminile è in rapida crescita in tutti i Paesi Ocse. Negli Stati Uniti le società con titolari donne sono ormai il 40% del totale, danno lavoro a 27 milioni di persone e generano più di un quinto del Pil. Continua a leggere

“Perché sull’Ilva continuiamo a sbagliare” di DARIO DI VICO dal Corriere della Sera del 29 settembre 2012

E’ stato in questi anni il sociologo tedesco Ulrich Beck a spiegarci con maggiore lucidità come la minaccia ecologica sia diventata il tratto distintivo della seconda modernità e come ciò abbia determinato una rottura con la tradizione della società industriale classica e per certi versi romantica. Continua a leggere

“Quelle (solide) aziende-comunità dove il leader è donna” di DARIO DI VICO dal Corriere della Sera del 21 settembre 2012

Le aziende-comunità (se il leader è donna). Le imprenditrici e i nuovi modelli di lavoro

Le imprenditrici, le piccole e medie imprese e i nuovi modelli di lavoro. Secondo uno studio, le aziende diventano comunità, con forti stimoli alla partecipazione, se il numero uno è una donna. Appaiono inoltre solide di fronte alla crisi e il confronto di fatturato e dipendenti registra una sostanziale tenuta. Continua a leggere

“IL LINGOTTO E LA CARTA TEDESCA” di MASSIMO MUCCHETTI dal Corriere della Sera del 19 settembre 2012

Le tre questioni aperte per il Lingotto La carta delle visite tedesche agli impianti

Tanto tuonò che piovve. Incalzato da Diego Della Valle e da Cesare Romiti, l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha rilasciato un’intervista a la Repubblica che ha titolato su 5 delle 6 colonne della prima pagina: «La Fiat resterà in Italia». Lo strillo promette, ma possiamo dirci tranquillizzati? La risposta è: no. Ecco perché. Continua a leggere

“L’eterno sulcis e l´Italia immobile” di Alessandro Penati da La Repubblica del 1° settembre 2012

I miliardi spesi in sussidi sarebbero bastati a comprare ad ogni minatore una casa e un nuovo lavoro

«L´inizio dell´attività estrattiva nel Sulcis risale a metà Ottocento. Il carbone che si ottiene, però, ha un alto contenuto di zolfo, per cui le miniere entrano in declino già all´inizio del secolo. Tornano in auge nel 1935, con l´autarchia. La fine della guerra getta l´industria mineraria locale in una grave crisi. Continua a leggere

“Un nuovo modello di crescita: meno finanza e più società” di MAURO MAGATTI dal Corriere della Sera del 26 agosto 2012

Il tema della crescita è, ormai da molti mesi, al centro del dibattito. Mentre, infatti, c’è un ampio consenso attorno all’idea che un ciclo storico sia terminato, assai minore è la convergenza attorno alle linee dello sviluppo futuro. Continua a leggere

“Terremoto, la solidarietà passa anche per il cibo” di CARLO PETRINI da La Repubblica del 16 luglio 2012

RICORDO che quando ci fu l’alluvione del ’94 nelle Langhe, che fece danni ingenti e si portò via anche vite umane, uno dei primi segnali del ritorno alla normalità si ebbe quando ricominciarono ad aprire i bar, le osterie e altri luoghi di socializzazione. Continua a leggere

“Autorizzazioni provvisorie per riaprire subito i capannoni” di Lorenzo Salvia dal Corriere della Sera dell’8 giugno 2012

Ricostruzione, fondi anche dai tagli dei contributi ai partiti

ROMA — Non c’è solo l’aumento della benzina tra le voci che serviranno per gli interventi in Emilia. L’articolo 2 del decreto legge firmato mercoledì sera da Giorgio Napolitano stabilisce che il «fondo per la ricostruzione delle aree terremotate» sarà alimentato anche «con le somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti politici e dei movimenti politici». Continua a leggere

“Tornate pure in fabbrica ma a vostro rischio e pericolo” scoppia il caso liberatorie di MICHELE SMARGIASSI da La Repubblica del 6 giugno 2012

Bufera su alcune aziende emiliane. Nel mirino anche rincari e speculazioni

CARPI – «Liberatorie» per lavorare, solidarietà vere ma anche false, speculazioni sui prezzi, contratti stracciati: nel cratere del terremoto non solo storie luminose, ma anche tensioni, equivoci, errori in buona e malafede, sospetti, timori e anche furbizie. Continua a leggere

“I mercati contro l’europa” di GIORGIO RUFFOLO da La Repubblica del 5 maggio 2012

Marx si sarebbe forse compiaciuto, oggi, di averci azzeccato con la sua famosa definizione dello Stato moderno come comitato d´affari della borghesia. Ma a torto. Lo Stato tende oggi a somigliare non a un comitato d´affari ma a un´agenzia, non della borghesia, che non c´è più, ma del Mercato Finanziario Mondiale. Continua a leggere

“CRESCITA, SI È ROTTO UN MODELLO BISOGNA CAMBIARLO” di Silvano Andriani da l’Unità del 3 maggio 2012

Ora che tutti ammettono che il problema principale è la crescita economica resta da chiarire dove sono le differenze; differenze, peraltro, evocate anche dall’addio di Junker da presidente dell’Eurogruppo polemico verso il duo Merkel-Sarkozy. Le differenze non riguardano la necessità di politiche strutturali. Continua a leggere

“GLI INDIGNATI DEL CAPITALISMO” di Rinaldo Gianola da l’Unità del 30 aprile 2012

Il capitalismo italiano offre oggi due prevalenti e contrapposti scenari. Nelle ultime settimane al- cune imprese industriali hanno di- mostrato coraggio e ambizione, cercando di rompere la cappa opprimente della crisi. Continua a leggere

“Le soluzioni semplici sono un bluff” di FRANCO BRUNI da La Stampa del 27 aprile 2012

La crisi economica internazionale in corso da cinque anni sarà ancora lunga e difficile. Si può viverla come occasione per cambiare e migliorare; o come una disgrazia da soffocare al più presto, per tornare come prima: finendo così per peggiorarla. La crisi italiana è parte di quella globale. Ha aspetti peculiari, alcuni più gravi, altri meno della media mondiale, ma il morbo è lo stesso. Continua a leggere

“L’efficienza è l’unica via d’uscita” di IRENE TINAGLI da La Stampa del 25 aprile 2012

Di fronte agli ultimi dati dell’Istat sulla frenata dei salari si può reagire in due modi. Si può incolpare la crisi, o l’austerità di Monti e invocare nuove contrattazioni più generose o altre forme di supporto al reddito. Oppure si può cercare di fare un ragionamento più approfondito per capire le radici del problema e quali soluzioni possano funzionare o no. Continua a leggere

“I Capitani coraggiosi che battono la crisi. Il coraggio degli imprenditori della fabbrica accanto” di DARIO DI VICO dal Corriere della Sera del 22 aprile 2012

Dai virtuosi del cashmere a quelli dei distretti Ecco chi ha già battuto la crisi economica

Guai ad affidarsi solo alla statistica per capire che cosa veramente succede all’economia reale. Una parte dell’imprenditoria italiana si è addirittura rafforzata. Per capire che cosa veramente sta succedendo all’economia reale guai ad affidarsi solo ai calcoli sulle medie statistiche. Racconta Innocenzo Cipolletta che ha appena ultimato un’indagine sui processi di ristrutturazione dell’industria italiana: «Crescita zero è un concetto che ormai spiega poco e niente. Anzi, nasconde molte cose. Continua a leggere

“Da licenziato sono diventato imprenditore ho riaperto l´azienda e assunto gli ex colleghi” di MATTEO PUCCIARELLI da La Repubblica del 18 aprile 2012

Le banche non mi hanno aiutato. Il capitale di partenza l´ho trovato vendendo la mia casa a Como

PADOVA – In un anno 3048 suicidi, in maggioranza (il 78,7 per cento) tra gli uomini. Nel giorno in cui l´Istat certifica l´aumento del numero di chi si è tolto la vita nel 2010, e lo fa mettendo in relazione i dati con la crisi economica (una vittima al giorno tra chi ha perso il lavoro e una tra gli imprenditori e gli autonomi, soprattutto nel Centro-Nord), dal Veneto arriva una storia simbolo, il racconto di un riscatto. Continua a leggere

“Imprenditori e il dramma dei suicidi. Dare ascolto a chi è disperato” di Enrico Marro dal Corriere della Sera del 13 aprile 2012

Non sono più casi isolati. E stanno diventando troppi. Com’è possibile che in Italia, uno dei Paesi più ricchi del mondo, imprenditori, artigiani, disoccupati si tolgano la vita, vittime della crisi economica? Tante volte ci diciamo che siamo stati bravi a evitare che il disagio esplodesse, che gli ammortizzatori sociali hanno aiutato, che la famiglia continua ad essere un paracadute, che le reti comunitarie, dalle parrocchie al volontariato, funzionano. Continua a leggere

“Made in Iktaly” di Massimo Gramellini da La Stampa dell’11 aprile 2012

L’Ikea delocalizza in Italia. Nel mondo al contrario in cui ci tocca vivere la multinazionale scandinava sposta un pezzo consistente della sua produzione dall’Estremo Oriente alla Padania detrotizzata. Pare infatti che, nonostante tutte le statistiche ci diano per spacciati, nessuno abbia ancora imparato a fare i rubinetti come noi. E i cassetti della cucina. Continua a leggere