Archivi tag: Cultura

“L’AMACA” di MICHELE SERRA da La Repubblica del 9 febbraio 2013

Non era meglio la vecchia lotta di classe, piuttosto che il rancoroso e fragile borbottìo che ne ha preso il posto? Parlo della stonatissima polemica contro la figlia di Pietro Ichino, che ha il torto di lavorare (pensate che scandaloso privilegio!) in una casa editrice. Continua a leggere

“LO SVILUPPO DELL’IGNORANZA” di GIAN ARTURO FERRARI dal Corriere della Sera del 30 gennaio 2013

La vergogna della mancata riforma elettorale non ha ostacolato un’abbondante fioritura di promesse sui provvedimenti da assumere all’indomani delle elezioni. Immediati, si dice, e draconiani. Continua a leggere

“I libri d´oro di Timbuctù massacrati dai barbari” di TAHAR BEN JELLOUN da La Repubblica del 29 gennaio 2013

Quei tesori dispersi nelle ceneri da barbari senza spiritualità

TIMBUCTÙ è soprannominata “la Perla del Deserto”, non perché splende sotto il sole, ma perché conserva un tesoro: migliaia di manoscritti in arabo, in peul e in altre lingue, testi di teologia, storia, geografia, botanica, astronomia, musica, poesia ecc. Continua a leggere

“Cultura, un fine non solo un mezzo” di WALTER VELTRONI dal Corriere della Sera del 27 gennaio 2013

Caro Direttore, quando dissi a Romano Prodi che, da vicepresidente del Consiglio, sarei stato felice di assumere la responsabilità dei Beni Culturali, lui capì che anche quello poteva essere un segno della discontinuità che quel governo intendeva introdurre nella vita pubblica. Se si tolgono le eccezioni di Spadolini e di due tecnici come Ronchey e Paolucci, prima di allora il ministero era l’ultimo nel manuale Cencelli e finiva, quasi sempre ai socialdemocratici. Niente rilievo, niente risorse. Una follia, un reato. Continua a leggere

“Lo showman che va sul web come nella vecchia tv” di Massimiliano Panarari da La Stampa del 3 novembre 2012

C’è, nell’aria, un «uso televisivo della Rete». Ovvero, monocratico, unidirezionale, dall’uno ai tanti: precisamente l’opposto delle sorti magnifiche e progressive (e soprattutto partecipative), che sarebbero connaturate, almeno potenzialmente, a Internet. Continua a leggere

“Il fuoco del Concilio arde ancora” di Enzo Bianchi da La Stampa del 14 ottobre 2012

Gli eventi strettamente legati al Concilio Vaticano II – e simbolicamente rappresentativi dell’insieme dei lavori, di tutto il travaglio precedente e della sua portata universale – occupano un periodo di tempo di sette anni, dall’annuncio ad opera di papa Giovanni il 25 gennaio 1959, alla solenne apertura l’11 ottobre 1962, fino alla conclusione presieduta da Paolo VI l’8 dicembre 1965. Continua a leggere

La lunga vita dell’autore del secolo breve. Addio Hobsbawm!

Nessuno è riuscito a raccontarmi come lui il Novecento, secolo breve ma intenso, come è stata intensa, certo non breve, la vita di E. J. Hobsbawm, scomparso ieri a 95 anni. Quel Secolo Hobsbawm lo ha attraversato e con le sue contraddizioni ha continuamente dialogato e si è misurato. Voglio ricordarlo parafrasando ciò che il suo amato Marx scriveva a proposito dei filosofi, perché anche gli storici “hanno solo interpretato il mondo in vari modi; ma il punto ora è di cambiarlo”. Al contrario di altri, invece Hobsbawm ha accompagnato la sua passione per la storia con la passione civile e l’aspirazione per una maggiore giustizia sociale, dedicando la sua vita alla speranza che il mondo potesse cambiare in meglio. Quella passione ha generato anche illusioni, ed ha prodotto errori ed orrori, ma ancora oggi quella fame di giustizia sociale non è stata saziata. Sono numerosi gli articoli che oggi lo ricordano sulla stampa italiana. Alcuni molto critici altri eccessivamente elusivi. Propongo di seguito quello che mi è parso più equilibrato, vergato da Massimiliano Panarari. Così terminava l’ultima intervista ad Hobsbawm de La Stampa che riprese anche Quinto Stato lo scorso luglio: «Il comunismo non esiste più. Sono leale alla speranza di una rivoluzione anche se non credo che succederà più. Non so se basta per essere comunista, io sono marxista perché penso che non ci sarà stabilità finché il capitalismo non si trasformerà in qualcosa di irriconoscibile dal capitalismo che conosciamo oggi. E sono leale alla memoria in quello in cui ho creduto e che fu un grande movimento anche in Italia». Nonostante il suo ateismo, io lo saluto lo stesso così: Addio, maestro!
GT


“Il pensiero forte del Secolo breve” di Massimiliano Panarari da Europa del 2 ottobre 2012
Addio Hobsbawm, il marxista che si batté per la libertà intellettuale
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“Un nuovo modello di crescita: meno finanza e più società” di MAURO MAGATTI dal Corriere della Sera del 26 agosto 2012

Il tema della crescita è, ormai da molti mesi, al centro del dibattito. Mentre, infatti, c’è un ampio consenso attorno all’idea che un ciclo storico sia terminato, assai minore è la convergenza attorno alle linee dello sviluppo futuro. Continua a leggere

“Terremoto, a pezzi il lager di Fossoli” di CATERINA GIUSBERTI da La Repubblica (ed. Bologna) del 16 giugno 2012

Distrutte le baracche che ospitarono i deportati per Auschwitz e Mauthausen

NELLA pianura padana il terremoto non ha colpito solo i capannoni, le chiese, le campanili, le torri e i municipi. Le scosse del 20 e del 29 maggio hanno fatto crollare anche un pezzo di storia del novecento europeo: il campo di concentramento di Fossoli, a pochi chilometri da Carpi. Continua a leggere

“Il romanzo del lavoro tra ideologia e tristezza” di Paolo Di Stefano dal Corriere della Sera del 1° maggio 2012

Nel giorno del lavoro verrebbe voglia di andare a leggersi un romanzo che affronti il tema nella sua dimensione collettiva. Magari un romanzo italiano. Ma non è facile. Se fossimo in Francia, ci sarebbe almeno, per citare un solo scrittore, Émile Zola, che con Germinale denuncia le condizioni di vita dei minatori sotto l’impero di Napoleone III. Continua a leggere

“MAI COSÌ GRANDE IL DIVARIO NORD-SUD” di GIORGIO RUFFOLO da La Repubblica del 22 aprile 2012

«Non è possibile accettare che il foraggio destinato all´allevamento di cavalli di razza venga versato direttamente a ratti zoccole e pantegane che si mangiano poi anche i cavalli». Così Luciano Cafagna stigmatizzava lo scempio dei trasferimenti di risorse destinati al Mezzogiorno negli ultimi decenni. Continua a leggere

“La Bandiera delle donne. Quelle sue battaglie femministe che hanno fatto la nostra storia” di CONCITA DE GREGORIO da La Repubblica del 10 aprile 2012

Miriam MafaiE voi ragazze che ne dite?, chiedeva anche da ultimo Miriam. Noi ragazze abbiamo quarant´anni, ridevamo. «Se è per questo qualcuna anche cinquanta», rispondeva lei. «Comunque, insomma, voi ragazze che ne dite?». Continua a leggere

“Google e Facebook il Grande Fratello non previsto da Orwell” di HANS MAGNUS ENZENSBERGER da La Repubblica del 8 aprile 2012

Un uomo lungimirante, questo Eric Blair, meglio noto con lo pseudonimo di George Orwell. Uno che di regimi totalitari se ne intendeva, assai prima che il termine entrasse a far parte del lessico degli storici. Uno che nel 1943, quando Stalin, Churchill e Roosevelt si incontravano a Teheran, già vedeva profilarsi l´antagonismo tra le superpotenze e la guerra fredda. Continua a leggere

“BANANA REPUBLIC” di GABRIELE ROMAGNOLI da La Repubblica del 2 marzo 2012

Finisce così: “un cuore si è ammalato nel paese della libertà”. È un verso di “Banana Republic”, la canzone che Lucio Dalla cantava con Francesco De Gregori. Una di quelle che lo rappresentava, per il testo che parla di “storia improbabile”, “nostalgia a cui fare il verso”, “bugia da raccontarsi mille volte, ma senza crederci”. Continua a leggere

“Integrazione o identità: i percorsi opposti di Francia e Germania” di MARCO VENTURA da la Lettura del Corriere della Sera del 5 febbraio 2012

I l 12 luglio 1998 allo Stade de France di Saint-Denis trionfò l’assimilazionismo francese. Una squadra multietnica dava alla Francia la sua prima coppa del mondo di calcio. La vittoria veniva dai territori d’Oltremare, la Guadalupa di Thuram e la Nuova Caledonia di Karembeu, dall’Oriente dell’armeno-polacco Djorkaeff e dall’Africa del ghanese Desailly e del senegalese Vieira. Era cresciuto a Marsiglia, ma incarnava la Cabilia algerina, lo Zizou dai colpi di testa decisivi. Continua a leggere

“Il libro nascosto e il complesso svelato” di ALDO CAZZULLO dal Corriere della Sera del 29 gennaio 2012

«Voglio vedere il libro che tu hai sottratto, perché non volevi che altri lo leggesse, e che hai nascosto qui, proteggendolo in modo accorto, e che non hai distrutto perché un uomo come te non distrugge un libro, ma soltanto lo custodisce e provvede a che nessuno lo tocchi…». Continua a leggere

“Quell´avidità senza più freni”, di GIORGIO RUFFOLO da La Repubblica del 26 gennaio 2012

Ogni regime che abbia una durata considerevole deve poggiare su una base di consenso sociale. Si può parlare di consenso passivo quando si manifesta nelle forme di una violenza repressa ma tollerata a causa della paura che suscita o del castigo divino che minaccia; e di consenso attivo quando procede da un sostegno convinto. Così è per il capitalismo: una formazione storica tanto dinamica e mutevole da chiedersi se le fasi che attraversa possano essere comprese in un concetto unitario. Continua a leggere

“Addio Fruttero, la prevalenza dell’ironia” di Massimo Gramellini da La Stampa del 16 gennaio 2012

Lo scrittore morto ieri nella sua casa di Castiglione della Pescaia a 85 anni

Il Manzoni… bisogna leggerlo, assolutamente». Se n’è andato con il suo scrittore preferito sulle labbra, Carlo Fruttero. E con un sorriso, perché nelle ultime settimane sorrideva sempre. Sorrideva e viaggiava. Chiudeva gli occhi e andava in Inghilterra, in Cina, in Giappone, ma anche a Passerano e a Canelli. In posti dove non era mai stato e in altri che non visitava da tempo. Cosa ci andasse a fare, lo sapeva soltanto lui. Continua a leggere

“UNA VITA DA GIORNALISTA. Bocca, il cronista dell’Italia liberata dalla Resistenza al nuovo millennio” di FABRIZIO RAVELLI da Repubblica.it del 25 dicembre 2011

“NELL’ITALIA liberata prima ci disarmarono, parlo di noi partigiani, e poi ci chiesero di tenere in qualche modo in piedi la baracca dello Stato. A me, che avevo comandato una divisione di Giustizia e Libertà, offrirono, a scelta, un posto da vicequestore o da sindaco. Dissi che preferivo un posto da giornalista a GL, l’edizione torinese di Italia Libera, il quotidiano del Partito d’Azione a Torino”. Nel fiume sterminato della vita professionale di Giorgio Bocca è raro trovare lezioni di uno che si impanca a maestro di giornalismo. C’è questo momento fondamentale: il partigiano Bocca che, deposte a forza le armi, decide che per “tenere in piedi la baracca” c’era di meglio che buttarsi in politica. Continua a leggere

“Bruno Losi, un secolo dopo. Un comunista italiano nel Novecento”, di Giovanni Taurasi

Losi parla ai cittadini dal balcone del Municipio nell'immediato dopoguerra


I frequentatori del blog mi consentiranno un po’ di campanilismo per raccontare una storia locale che ha a che fare con la storia collettiva di milioni di persone. In occasione del centenario della nascita di Bruno Losi, nato a Limidi di Soliera il 20 novembre 1911, il Comune di Carpi ha reso omaggio stamane al Sindaco più longevo della sua storia – Losi è stato alla guida delle giunte carpigiane dalla Liberazione al 1970 – e a uno degli amministratori pubblici più popolari del Novecento modenese. Abbiamo ricordato in Municipio la sua figura, sinteticamente ricostruita attraverso le tappe più significative del suo lungo e intenso itinerario biografico: l’adesione all’antifascismo negli anni del regime, pagata duramente con anni di galera, la lotta di Resistenza, la lunga esperienza di Sindaco di Carpi, la più breve esperienza di amministratore provinciale e poi di Sindaco di Montese. Ai presenti è stato distribuito un opuscolo che ricostruisce la sua biografia politica con contributi del sottoscritto, di Claudio Silingardi, Walter Bellisi e Marika Losi (per gli interessati, di seguito il testo del mio contributo relativo alla sua esperienza amministrativa).
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IL PAESE DEI FESTIVAL (MAURIZIO BETTINI)

di MAURIZIO BETTINI da La Repubblica del 20 ottobre 2011

Ne vedo passare di anziani, di giovani, moltissimi di mezza età, uomini e ancora più donne. Spesso vanno di fretta, debbono guadagnarsi un posto – o un biglietto, se l´evento è a pagamento – prima che l´oratore inizi la sua lectio magistralis. “Le dispiace se mi faccio una foto con lei?” mi chiede un trentenne. “Sa – aggiunge – noi ascoltiamo i suoi podcast mentre facciamo le pulizie di casa, non si offenda”. Figurarsi se mi offendo, in due parole mi ha spiegato come funziona oggi la cultura. Continua a leggere

Gli indignados non sono untori La politica riparta dall’eguaglianza (MASSIMO MUCCHETTI)

di MASSIMO MUCCHETTI dal Corriere della Sera del 20 ottobre 2011

E dopo? Dopo la condanna, senza se e senza ma, delle distruzioni inflitte alla città di Roma, preso l’impegno a punire i responsabili dei reati e a migliorare per il futuro la prevenzione e il contrasto della violenza di piazza, dopo tutto questo che cosa diciamo agli indignati pacifici che restano i più? Ernesto Galli della Loggia dice: torniamo alla politica; l’indignazione di per sé non risolve. Giusto. Ma a quale politica? Continua a leggere

La Fortezza del passato che imprigiona l’Italia (GIANNI RIOTTA)

di GIANNI RIOTTA da La Stampa del 19 ottobre 2011

Il 24 novembre del 1967, a Torino, Italo Calvino tenne una conferenza dal titolo «Cibernetica e fantasmi» che è ancora oggi testo cruciale sul nesso tra cultura e informatica. Sei anni prima il poeta Nanni Balestrini aveva elaborato su un terminale Ibm 7070, della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, «Tape Mark», la prima poesia elettronica creata per ascoltare «la voce del computer». Continua a leggere

“Ne abbiamo le tasche vuote”, di Giovanni Taurasi

Istant review di “Le (troppe) tasse degli italiani” di Johannes Bückler

È uscito con il Corriere della Sera l’istant book “Le (troppe) tasse degli italiani” (2,80€). Il pamphlet raccoglie, integra e rielabora commenti e lettere che Johannes Bückler ha inviato al quotidiano di via Solforino a partire dal 14 agosto scorso. Nel volumetto ogni missiva è accompagnata dai preziosi commenti del giornalista del Corsera Enrico Marro, che guidano il lettore nei meandri del fisco italiano. Ma l’interesse per il libro nasce proprio dalle lettere inviate dal misterioso Johannes Bückler, uno pseudonimo che richiama Der Schinderhannes, lo scorticatore, una sorta di Robin Hood che operò in Renania alla fine del Settecento e che, benché più spietato e avido del leggendario eroe popolare inglese, divenne il simbolo della resistenza tedesca all’occupazione francese (Carlo Capra, nelle pagine finali del libretto, si incarica di ricostruirne la storia). Continua a leggere

“Chi le paga chi le evade Le troppe tasse italiane”, di NICOLA SALDUTTI

NICOLA SALDUTTI dal Corriere della Sera del 21 settembre 2011
Bückler, il Fisco e le troppe tasse (che pagano in pochi)

Johannes Bückler dal 14 agosto ha inviato email quasi ogni giorno sulle malefatte del Fisco (quando è ingiusto). Da quelle email è nato «Le (troppe) tasse degli italiani», da oggi in vendita con il Corriere (a 2,80 euro più il prezzo del quotidiano). Continua a leggere