Archivi tag: ADRIANO SOFRI

“Cronistoria di un disastro” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 25 aprile 2013

BENCHÉ i colpi di scena, veri o apparenti, incalzino, vorrei ricapitolare che cosa (mi pare) è successo. Vinte nettamente le primarie, Bersani ha fatto una campagna attendista. ERA convinto che il successo fosse già nel sacco. Ci teneva come all’occasione culminante della sua vicenda militante, e si proponeva di usare la vittoria per rinnovare fortemente la composizione del Pd e per cimentarsi con un governo che rompesse col feticcio dell’austerità. Continua a leggere

“La corsa del Pd tra Pugaciov e pm” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 22 febbraio 2013

È COME guardare la gara a un paio di chilometri dal traguardo. Per effetto delle primarie, vera differenza tra la coalizione Pd-Sel e tutti gli altri, Bersani è sembrato aver fatto la sua corsa quando cominciava quella degli altri. Non so se fosse tentato di aspettare sulla riva che il fiume eccetera. Solo che l’affare ha preso una piega molto più animata. Ci ha pensato la sortita di Monti (salir, in spagnolo: uscire). Continua a leggere

“La giudice, l’Ilva e l’impossibile scelta” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 19 gennaio 2013

LO STILLICIDIO dei giorni del-l’Ilva ha un calendario di attese e strappi. Benché la tensione sia altissima, non è ancora avvenuto il passaggio dalla mobilitazione delle minoranze attive in fabbrica e in città, all’irruzione dei senza parte, di chi si batterà per la sopravvivenza. Continua a leggere

“La Pietà in carcere” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 21 novembre 2012

CI SONO giorni segnati da un destino. Ieri il Consiglio comunale milanese ha preso la decisione di trasferire la Pietà Rondanini nella rotonda del carcere di San Vittore. Continua a leggere

“Il Pd oltre le primarie” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 6 ottobre 2012

IGNORANDO per un momento la vertenza sul regolamento delle primarie, vorrei dire perché la situazione non potrebbe essere più favorevole al Pd. La premessa è che il tracollo del centrodestra, Lega e Pdl, è il regalo insperato che insipienza, volgarità e ingordigia dei nuovi ricchi del governo e del sottogoverno hanno fatto al Pd, che non vi ha avuto un gran merito. Oltretutto la Lega aveva occupato lo spazio del rancore xenofobo e razzista. Continua a leggere

“Quegli operai con il volto nascosto e l’elmetto Cgil” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 10 settembre 2012

LA FOTOGRAFIA, quella o una simile, l’avete vista tutti ieri sui giornali. Ci sono i tre operai dell’Alcoa all’interno della piccola tenda nella quale hanno trascorso 4 giorni (e notti, soprattutto) a 66 metri di altezza, sopra una vecchia torre cisterna. Indossano le tute da lavoro. Hanno i visi coperti da passamontagna neri, come quelli dei Nocs (non so voi: io ho appreso solo in questa circostanza che si chiamano mephisto) o dei banditi. Continua a leggere

“RIBELLI. Generazione Pussy Riot le nuove forme della protesta” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 30 agosto 2012

Le parole e i gesti dei nuovi “ribelli”

In principio c’è il ragazzo di Tiananmen che balla col carro armato. Chissà chi avrebbe citato se ne avesse mai potuto parlare, in un interrogatorio o un’intervista. Non si scherza, là. Nella “dichiarazione conclusiva” di Maria Alëkhina, una delle tre di Pussy riot condannate a due anni senza condizionale, si citano i nomi di Nikolaj Berdiaev e di Guy Debord. Continua a leggere

“LA SPOON RIVER DELLA CRISI” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 30 marzo 2012

Il lavoro davvero rende liberi, perdere il lavoro vuol dire perdere la libertà. Vi sarete accorti che il rogo fotografato a Bologna l´altroieri somigliava a quello del giovane tibetano a Nuova Delhi del giorno prima. E i titoli, a poche pagine di distanza: “Il trentesimo tibetano che si è dato fuoco nell´ultimo anno”, “Nel Veneto, già trenta suicidi di imprenditori”. Ieri un operaio edile di origine marocchina si è dato fuoco davanti al municipio di Verona, è stato soccorso in tempo, era “senza stipendio da quattro mesi”. L´altroieri il piccolo imprenditore edile a Bologna, accanto alla sede delle Commissioni tributarie. Si può andare indietro e trovarne uno al giorno, operai disoccupati, artigiani, imprenditori. Continua a leggere

“Quel maschio cattivo che abita in casa. Assassini di famiglia” di Adriano Sofri da La Repubblica del 27 marzo 2012

Il nemico in casa. una donna uccisa ogni due giorni
Quarantasei donne uccise dall´inizio dell´anno. Vittime dell´uomo che avevano accanto. Una strage silenziosa. La legge non basta: serve una nuova cultura

Prendiamo una frase così: Gli uomini uccidono le donne. È una generalizzazione spaventosa: la stragrande maggioranza degli uomini non uccidono le donne. Eppure a una frase così succede di reagire con assai minor indignazione e minor sorpresa di quanto la statistica consentirebbe. Non dico delle donne, che sanno bene che cosa vuol dire la frase. Continua a leggere

“L´Occidente davanti ai massacri di Damasco” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 10 febbraio 2012

C´è una domanda: “Che cosa faremmo noi se fossimo nei panni di governanti o responsabili internazionali di fronte al massacro perpetrato giorno dietro giorno, da undici mesi, in Siria?” C´è un altro modo di formulare la domanda: “Che cosa faremmo, che cosa possiamo fare noi, nei nostri panni?” Le due domande sono legate. Continua a leggere

“Siamo tutti senegalesi” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 20 dicembre 2011

Mi ero infilato – era facile, loro sono altissimi, io no – nel gruppo di senegalesi più arrabbiati. Scandivano i loro slogan sotto il palco, mentre dal palco li esortavano alla calma. C´erano delle donne, e una ha gridato in italiano: «Dobbiamo dire solo parole umane. Siamo qui per l´umanità. Siamo tutti uguali». Uno davanti a lei si è voltato: «Non siamo tutti uguali. Noi siamo migliori». Si sono messi a rimproverarlo, allora gli ho battuto sulla spalla e gli ho detto: «Hai ragione, siamo migliori». Continua a leggere

“NON CHIAMIAMO PAZZI I NOSTRI BREIVIK” di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 14 dicembre 2011

Avevamo qui, per strada, nella città bella in cui camminiamo, uno che, fino a mezzogiorno di ieri, era come noi. Uno che aveva avvertito, scrivendo sui Protocolli di Sion: “Quanto esporrò non è banale e semplicistico, e richiede la conoscenza di dati ben fondati, nonché lo sviluppo di ragionamenti logici”. Poi ha aperto il fuoco. Continua a leggere

I carnefici con il telefonino (ADRIANO SOFRI)

di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 22 ottobre 2011
Kalashnikov e telefonini lo scempio del branco che cancella la giustizia

La guerra non è che la caccia all´uomo. E anche il più abominevole tiranno esce da sé quando è ridotto a un animale braccato e denudato, e costringe chi guarda da lontano alla vergogna e alla pietà.
Le scene finali di Sirte sono immagini di caccia antica, la preda sbigottita e insanguinata, il branco sfrenato e invasato. Non l´hanno divorato, Muammar Gheddafi: è la sola differenza. Gli umani non cacciano per nutrirsi. Continua a leggere

LA PIAZZA E I NEROVESTITI (ADRIANO SOFRI)

di ADRIANO SOFRI da La Repubblica del 17 ottobre 2011

1. Il governatore Draghi ha detto due cose ottime. Prima, che i giovani arrabbiati hanno ragione. Dopo, che è stato un peccato. Draghi era diventato l´avversario principale della manifestazione, lui e Trichet e la lettera di istruzioni. Che ha precetti insopportabili, e un orizzonte assai discutibile. Però fa le veci di un inesistente governo politico e dunque economico europeo. Continua a leggere